Insicurezza nel Sahel, migliaia di scuole chiuse

di claudia
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L’ondata di violenza nella regione del Sahel, che sta coinvolgendo soprattutto Burkina Faso, Niger e Mali, ha portato alla chiusura di quasi 7.800 scuole primarie, secondo Save the Children, con un aumento del 20% del numero di chiusure nell’ultimo anno.

In vista della Giornata internazionale per la protezione delle scuole dagli attacchi che si celebra domani, Save the Children invita pertanto i governi e le parti interessate a prendere provvedimenti per proteggere l’istruzione dei bambini nel Sahel, sostenendo l’attuazione della Dichiarazione sulle scuole sicure, che rappresenta un impegno e un quadro di riferimento per consentire agli Stati di proteggere l’istruzione in contesti fragili.

“A seguito della recrudescenza della violenza nel Sahel, molti bambini e insegnanti sono troppo spaventati per frequentare la scuola. Ci sono stati anche casi di gruppi armati che hanno attaccato direttamente le scuole e danneggiato gli edifici scolastici. Molti bambini sono sfollati a causa del conflitto e non hanno più accesso alla scuola”, si legge in una nota.

Il numero di chiusure di scuole primarie è più alto in Burkina Faso (5.318), seguito da Mali (1.545) e Niger (958). Nel 2022, è stato riportato che 57 milioni di bambini dell’Africa centrale e occidentale non frequentano la scuola: quasi un quarto dei bambini di tutto il mondo.

Finora 17 Stati su 27 hanno sottoscritto la Dichiarazione sulle scuole sicure. 

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