Grègoire Ahongbonon: il Basaglia d’Africa

di Matteo Merletto
Grégoire Ahongbonon

Grégoire Ahongbonon conosciuto come il Basaglia d’Africa, pur non essendo né laureato in medicina né psichiatra di professione, ha compiuto un piccolo grande miracolo nel suo impegno per salvare e accogliere sessantamila malati psichici in 25 anni in quattro paesi africani, fra Costa d’Avorio, Benin, Togo e Burkina Faso.

Questo marito e padre di famiglia, un passato da imprenditore, è diventato un paladino degli «ultimi tra gli ultimi» in Africa: le persone con malattie psichiche, stigmatizzate due volte perché additate come vittime di stregoneria e spesso prigioniere di pseudo-santoni che le incatenano con disumanità nell’intento di «liberarle» grazie a sortilegi magici.

La malattia psichiatrica in vari contesti africani significa emarginazione, catene, prigionia, limitazione della libertà. Per questo dagli anni Novanta del Novecento si dedica anima e corpo a liberare, accogliere e integrare – attraverso un approccio che l’Oms ha voluto studiare – le persone rese fragili dalla vita. Come Janine, una donna malata incatenata per 36 lunghissimi anni, che Grégoire ha accolto in uno dei tanti centri da lui fondati, oggi la nuova casa per 25mila malati che diventano talvolta guaritori di altri sofferenti. La sua storia è raccontata per la Emi da Rodolfo Casadei dal semplice titolo “Grégoire” (Fonte: TV2000).

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