Covid-19| L’impegno delle ong per l’Italia

di Stefania Ragusa
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Operano prevalentemente in Africa, Asia, America Latina. Ma oggi, nella drammatica situazione che sta attraversando il nostro Paese, hanno deciso di mettersi in gioco in Italia. Parliamo delle ong, le “famose” organizzazioni non governative.
Amref Health Africa-Italia, CCM e CIAI si sono unite, per esempio, per lanciare una raccolta fondi straordinaria, che offra un concreto e reale contributo alle strutture sanitarie impegnate a fronteggiare l’emergenza Coronavirus.
I fondi raccolti saranno devoluti interamente e in parti uguali all’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, all’Ospedale Sacco di Milano e agli ospedali dell’Asl Città di Torino.
L’obiettivo è chiudere la raccolta entro il 31 marzo, auspicando che gli abituali sostenitori (e non solo loro) rispondano con generosità. Le strutture, infatti, hanno immediato bisogno di materiali di protezione individuale, come mascherine e guanti, e devono sopportare costi molto alti per l’acquisto dei ventilatori per terapia intensiva e semi-intensiva. I fondi confluiranno su un’unica piattaforma di raccolta online messa a disposizione da Amref Health-Africa Italia.
Anche Cesvi ha avviato una raccolta fondi per sostenere gli anziani che vivono nelle zone più colpite dall’epidemia e supportare i servizi di terapia intensiva dell’Ospedale Papa Giovanni di Bergamo. Il contributo può essere versato on line direttamente da una pagina del sito.
Medici senza Frontiere, che ha una specifica competenza sanitaria, ha inviato delle equipe formate da infettivologi, anestesisti, infermieri e logisti negli ospedali di Lodi, Codogno, Casalpusterlengo e Sant’Angelo Lodigiano in supporto al personale strutturato.
Anche Emergency ha messo il proprio know-how a disposizione delle strutture sanitarie lombarde e a Milano, in risposta all’appello fatto dal Comune, ha attivato un servizio per le richieste di trasporto di beni (alimentari, farmaci o altri beni di prima necessità) per gli over 65, per coloro a cui è stata ordinata la quarantena e per le persone fragili a rischio movimento. Il servizio è attivo dalle ore 9.00 alle 13.00 dal lunedì al sabato chiamando il numero di telefono 020202.
Medu si è attivata invece in particolare per monitorare e fornire assistenza agli homeless e alle persone che vivono in insediamenti precari, come per esempio molti rom. Perché è vero che bisogna stare a casa, ma lo è altrettanto che non tutti una casa ce l’hanno.

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