Costa d’Avorio – «Gbagbo lavori per la riconciliazione»

di Enrico Casale
laurent gbagbo
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«La Chiesa sarà al servizio della comunione e della riconciliazione in Costa d’Avorio in modo attivo altrimenti non sarà una vera comunione ecclesiale» ha dichiarato Mons. Ignace Bessi Dogbo, Vescovo di Katiola e Presidente della Conferenza Episcopale della Costa d’Avorio, nel suo discorso d’apertura della 111° Assemblea Plenaria che si tiene a Man dal 15 al 20 gennaio.

«La riconciliazione è una missione divina della Chiesa» ha aggiunto Mons Bessi, le cui parole sono state pronunciate lo stesso giorno nel quale la Corte Penale Internazionale ha assolto l’ex Presidente ivoriano dall’accusa di crimini contro l’umanità e ne ha ordinato l’immediata scarcerazione. Insieme all’ex Capo dello Stato è stato assolto Charles Blé Goudé (ex-leader de movimento dei Giovani Patrioti fedeli a Gbagbo).

Gbagbo era stato arrestato nell’aprile 2011 dopo che le truppe francesi insieme a quelle della Missione ONU in Costa d’Avorio avevano assalito il palazzo presidenziale, mettendo fine a mesi di impasse politico-istituzionale, dopo che l’ex Presidente non aveva riconosciuto la vittoria di Alassane Ouattara, alle elezioni presidenziali tenutesi alla fine del 2010. La crisi del 2010-11, costata oltre 3.000 morti, ha messo fine alla guerra civile scoppiata il 19 settembre 2002, ma ha lasciato pesanti conseguenze nella società civile ivoriana divisa tra i sostenitori dei diversi campi politici.

L’amnistia annunciata nell’agosto 2018 dal Presidente Ouattara nei confronti di 800 prigionieri politici è stata saluta come un passo importante verso la riconciliazione nazionale. Mons. Bessi ha invitato le autorità a proseguire su questa strada non lasciando indietro nessuno, augurandosi inoltre che lo scongelamento dei beni dei prigioni politici «non sia selettivo».

La Costa d’Avorio si prepara ad affrontare le elezioni presidenziali e politiche del 2020. Secondo Mons. Bessi affinché il voto sia veramente libero e pacifico occorre che gli organi di garanzia (Commissione Elettorale, Corte Suprema, Consiglio Costituzionale) rimangano strettamente neutrali.

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