Addio al grande Mory Kanté, autore di Yéké yéké

di Marco Trovato
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Si è spento all’età di 70 anni il grande Mory Kanté, uno dei più noti musicisti dell’Africa. Una voce leggendaria. Nato in Guinea, cantante, compositore e  suonatore di kora, divenne celebre in tutto il mondo nel 1987 con la canzone Yéké Yéké, un brano leggendario, irresistibile, singolo africano più venduto al mondo con oltre un milione di copie.

Mory Kanté è morto oggi, venerdì 22 maggio, nella capitale Conakry, dove viveva attorniato dall’affetto della popolazione che lo considerava un idolo, motivo di orgoglio per l’intera nazione. 

Nato in una delle più note famiglie di musicisti griot, Mory era il più giovane di 38 fratelli. Dopo essere stato educato secondo la tradizione dell’etnia Mandinka, frequentò la scuola francese nella sua città natale, Kissidougou, dove imparò a suonare il balafon, strumento emblema della famiglia Kanté.

Successivamente venne mandato presso uno zio a Bamako – capitale del Mali– all’età di sette anni per essere iniziato alla tradizione griot. Nel 1984 partì per la Francia, dove – dopo alcune difficoltà iniziali dovute al suo status di immigrato privo di cittadinanza – tenne molti concerti riscontrando una crescente popolarità che culminò nel 1987 con l’incisione di “Yéké Yéké” che gli consentì di entrare al primo posto nella classifica dell’autorevole rivista statunitense di musica Billiboard. Di lui, oltre all’immenso talento musicale, si ricorda l’impegno civile e umanitario che dimostrò sviluppando progetti di solidarietà e in favore dei Paesi più poveri, anche nelle vesti di Ambasciatore per la Fao, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura.

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