• Homepage
  • ARGOMENTI
    • NEWS
    • IN EVIDENZA
    • FOCUS
    • LO SCATTO
    • SOCIETÀ
    • ARCHIVIO ARTICOLI
    • AFRICA TV – VIDEO
    • NATURA
    • CONTINENTE VERO
    • IN VETRINA
  • EVENTI
    • Dialoghi sull’Africa 2026
    • Bella Ciao (registrazione)
    • Dialoghi (edizioni passate)
      • 2025
      • 2024
      • 2023
      • 2022
      • 2021
      • 2019
      • 2018
      • 2017
      • 2016
      • 2015
      • 2014
      • 2013
      • 2012
      • 2011
    • 100 Afriche – archivio
      • 2026
      • 2025
      • 2024
      • 2023
  • CORSI ONLINE
    • Arabo
    • Swahili
    • Wolof
  • MOSTRE
  • LA RIVISTA
    • CHI SIAMO
    • Per abbonarsi
    • Acquista copia singola
    • NUOVO NUMERO (4/2026)
    • PENULTIMO NUMERO (3/2026)
    • Dove trovare Africa
    • Promo docenti, studenti, scuole e biblioteche
    • Iscriviti alla newsletter
    • Coopera – inserto Ong
    • CONTATTI
  • Abbonamenti
  • VIAGGI DI AFRICA
    • PROSSIME PARTENZE
    • ALGERIA
    • BENIN
    • BENIN E TOGO
    • COSTA D’AVORIO
    • ETIOPIA (DANCALIA)
    • Etiopia (Monti Bale e Harar)
    • MADAGASCAR
    • MALAWI
    • MAURITANIA
    • REUNION
    • Rwanda e Burundi
    • SAO TOME
    • SENEGAL
    • UGANDA (GORILLA)
    • UGANDA (KARAMOJA)
  • shop
  • PROMO “Vini del Sudafrica”
  • Dialoghi sull’Africa 2026

Edizione del 12/08/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl

Rivista Africa
La rivista del continente vero
Tag:

musica

    CONTINENTE VERO

    In una baraccopoli di Kampala la musica cambia il destino di tanti ragazzini

    di Tommaso Meo 1 Agosto 2026
    Scritto da Tommaso Meo

    In uno degli slum più duri della capitale ugandese, regno di povertà e violenza, un ex bambino di strada, Bosco Segawa, ha creato un centro che accoglie e forma centinaia di minori. Qui la musica diventa un rifugio e un’opportunità. E soprattutto una leva di riscatto

    di Marco Trovato

    L’odore acre della plastica bruciata si mescola al vociare dei venditori, ai sermoni dei predicatori cristiani, al fruscio dei rivoli di fogna che scorrono tra baracche di lamiera e assi sconnesse. È metà mattina quando mi inoltro nei vicoli di Katwe, uno degli slum più vasti e duri di Kampala: un labirinto di officine e botteghe, bancarelle improvvisate e casupole addossate l’una all’altra, dove la vita pulsa a un ritmo nervoso, dettato dalla precarietà e dall’urgenza di arrivare al giorno dopo. Gruppi di donne puliscono cavallette destinate alla vendita – le senene, una prelibatezza per molti ugandesi; poco più in là si riparano pezzi di motore, si espongono scarpe di seconda mano, si contratta carbone stipato in sacchi neri. In una stanzetta annerita dal fumo si proiettano film d’azione e partite di Champions League: pochi centesimi comprano un’ora di evasione, che per molti resta comunque un lusso. L’acqua potabile scarseggia, le latrine sono poche, i servizi essenziali quasi inesistenti.

    Negli ultimi anni la popolazione è esplosa: un flusso continuo di profughi in fuga dalle guerre in Sud Sudan e Congo ha trasformato Katwe in un crocevia di ferite aperte. Le tensioni crescono, la lotta per un lavoro, un pasto o un riparo si fa feroce. La crisi economica morde, malaria, aids e altre infezioni mietono vittime, le famiglie si sfaldano, i legami sociali si disgregano. Qui, per molti bambini l’infanzia è un privilegio. Specie quando cala il buio: i vicoli di Katwe si riempiono di ombre e paura, di ragazzini che dormono su cartoni, mentre droga, alcol e violenze si insinuano tra le lamiere. È un mondo ostinato e vulnerabile, mai del tutto sconfitto: qui la lotta quotidiana non è vivere meglio, ma semplicemente riuscire a vivere anche domani.

    La favola vera di Bosco

    In questa periferia brulicante e spietata, c’è però chi un futuro non solo se l’è conquistato, ma ha scelto di restituirlo agli altri. È la storia di Bosco Segawa, oggi quarantunenne, che ha trasformato la sua infanzia di bambino di strada in un progetto sociale capace di cambiare il destino di centinaia di minori. Con pochi amici, come lui senza casa e senza genitori, ha fondato M-Lisada, un centro che nel tempo è diventato un punto fermo della comunità, un approdo per chi non aveva altro luogo dove stare. Lo incontro nel cortile della struttura, un grande spazio vivo di musica e movimento. Su un piccolo palco in cemento, ravvivato da murales dai colori accesi, la brass band è alle prove: sessanta giovani orchestra­li accordano strumenti lucenti, mentre un gruppo di bambini si esercita nei passi ritmati della danza tradizionale. È uno shock visivo: la tromba che sale nell’aria calda copre il brusio della città, il degrado sembra arretrare di fronte a quel suono sicuro, pieno di vita.

    Foto: Marco Trovato.

    Bosco arriva con passo svelto e sorriso aperto. Mi stringe la mano, poi mi abbraccia con spontaneità. «Benvenuto a casa nostra», dice. E in quel “nostra” c’è tutto: condivisione, orgoglio, appartenenza. Ci eravamo conosciuti quindici anni fa, e nonostante i percorsi diversi non ci siamo mai davvero persi. La sua è una parabola di dolore, resistenza e rinascita. Aveva solo dodici anni quando il mondo gli crollò addosso: nel giro di pochi mesi perse entrambi i genitori e si ritrovò unico responsabile di tre sorelle più piccole. Nessun adulto a proteggerli, nessuna casa stabile, nessuna sicurezza se non l’istinto di sopravvivere giorno per giorno. Le strade di Kampala non erano un rifugio, ma un ring brutale: si raccoglieva ferraglia da rivendere, si elemosinavano lavoretti, si cercava cibo ovunque capitasse. «La sera cercavamo una veranda qualsiasi dove poter dormire», racconta. «Eravamo tanti, e la strada ci stava divorando, lentamente». Bosco era uno dei tanti, ma non voleva rassegnarsi a diventare un numero in più nella statistica degli invisibili. E da quella lotta quotidiana, anni dopo, sarebbe nata una missione capace di cambiare molte vite oltre alla sua.

    La svolta, una tromba

    In quel caos arrivò un imprevisto che cambiò tutto: la musica. Bosco e altri ragazzi del quartiere iniziarono a passare le serate sotto la finestra di un anziano musicista tedesco, Christopher Kowlezyk. «Suonava la tromba», racconta, «e noi restavamo ad ascoltarlo, affascinati. All’inizio ci scacciava, ci mandava via a male parole. Ma continuavamo a tornare. Dovevamo sentirlo suonare». Finché un giorno l’insegnante, colpito dalla loro ostinazione, aprì quella finestra in senso letterale e metaforico: li fece entrare in casa, procurò alcuni strumenti e accettò di dare le prime lezioni di tromba e musica. Per Bosco fu una rivelazione. Le note non servivano solo a riempire il silenzio delle notti di strada: erano una possibilità, una bussola, un modo per ritrovare dignità. «La prima volta che qualcuno applaudì dopo un nostro piccolo concerto scolastico», spiega, «capii che il mondo poteva anche riconoscere il tuo impegno. E vedere qualcuno che ti vede davvero cambia tutto».

    Da allora non si fermò più. La musica divenne il suo strumento di sopravvivenza, ma soprattutto la chiave per immaginare un futuro dove prima c’erano solo macerie. La banda cominciò a esibirsi per le strade e con i primi guadagni i ragazzi riuscirono ad affittare una stanza spoglia: niente letti, niente vetri alle finestre, ma un luogo sicuro dove quaranta giovani potevano dormire sul pavimento. Poi arrivarono i primi sostenitori, la struttura crebbe, altri ragazzi trovarono riparo, istruzione, possibilità. La musica divenne molto più di un’attività: fu la porta d’accesso a una vita nuova.

    Una seconda vita

    Oggi M-Lisada è riconosciuta dal governo ugandese. Ospita stabilmente oltre 170 ragazzi e segue più di 1.300 minori ogni anno con programmi di istruzione, musica, sostegno psicologico, progetti sportivi e attività di reinserimento sociale. Il motto è chiaro: non offrire una via di fuga dalla strada, ma strumenti per camminare con le proprie gambe. «Quando un bambino arriva qui», spiega Bosco, «gli diamo un letto, un pasto caldo, una guida e uno strumento musicale. E poi cerchiamo di far emergere il suo talento. Tutti ne hanno uno, anche se nessuno gliel’ha mai detto».

    Ronald, 11 anni (a destra), dirige la banda di ottoni dei bambini di strada “M-LISADA”. I bambini suonano trombe, tamburi, eufoni e tromboni. Foto: Panos Pictures

    Mentre parliamo, una bambina conclude una figura acrobatica sospesa a mezz’aria, poi sorride con una luce negli occhi che parla da sola. Qui si lavora sul potenziale, non sulle mancanze. E il percorso non è solo artistico. Oltre alla musica, M-Lisada organizza corsi di formazione scolastica e professionale, incontri sulla prevenzione dell’Hiv, assistenza alle famiglie, attività anti-violenza, piccole iniziative di agricoltura urbana. «Io non sono un musicista professionista», dice Bosco. «Sono un educatore. Insegno ai più giovani ciò che qualcuno donò a me». Molti ragazzi, grazie a M-Lisada, si sono costruiti una seconda vita. Bosco ne elenca alcuni con orgoglio: «Uno è diventato avvocato, due imprenditori, uno è insegnante, un altro è assistente sociale qui con noi». È una lista che cresce stagione dopo stagione. Ed è forse questo il risultato più straordinario: restituire alla società giovani pronti a dare, dopo aver rischiato di sparire nell’invisibilità della strada.

    Bellezza fragile

    Ma c’è anche un valore collettivo, una sorta di passaggio del testimone: i ragazzi che ce la fanno non si tirano indietro. Tengono concerti per raccogliere fondi, aiutano i più fragili, visitano anziani soli, ripuliscono gli slum, cercano i bambini che dormono all’aperto e provano a riportarli dentro. «La cosa più bella», dice Bosco, «è quando un bambino salvato ne salva un altro». Le difficoltà, però, restano enormi: lo spazio è poco, le risorse insufficienti e migliaia di minori continuano a vivere nelle strade di Kampala. Molti frequentano il centro di giorno, e la notte tornano sotto le tettoie a dormire. Eppure sanno che qui c’è qualcuno che li aspetta. Per alcuni, basta già questo per iniziare a cambiare rotta.

    Foto: Marco Trovato

    Intanto, sul palco, i musicisti attaccano un ritmo sincopato. Il rumore brutale del quartiere si fa più lontano. Sopraggiungono i vicini, incuriositi, una donna si ferma con la spesa in mano, sorride. Bambini scalzi ballano sulla terra rossa, gli alberi di banano ondeggiano a una brezza leggera. È un frammento di bellezza fragile nel cuore di una periferia che morde. Bosco osserva i ragazzi suonare. Rimane in silenzio qualche secondo, rapito dalle note. Poi si volta e sussurra: «La musica non cancella gli incubi, ma li trasforma». E qui, nella polvere di Katwe, succede davvero: una tromba diventa strumento di riscatto, una banda diventa famiglia, un gruppo di bambini scopre che un’altra vita è possibile. Uno spettacolo che sembra un viaggio iniziato dal punto più basso, ma affrontato con la testa alta e con la musica come bussola. Chi desidera aiutare i bambini di strada sostenendo questa realtà può farlo qui: mlisada.org.

    Questo servizio è uscito sul numero 2/2026 della rivista Africa. Per acquistare una copia, clicca qui.

    Condividi
    1 Agosto 2026 0 commentI
    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • MusicaNEWS

    Il Madagascar lancia l’allarme sulle opere modificate con l’Ai senza autorizzazione

    di Tommaso Meo 22 Maggio 2026
    22 Maggio 2026

    In Madagascar è in crescita la diffusione online di opere artistiche modificate attraverso l’intelligenza artificiale senza il consenso degli autori originali. A lanciare l’allarme è l’Office malagasy des droits d’auteur …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • AFRICA TV - VIDEOMusica

    In Tanzania la protesta della Gen Z passa dalle playlist

    di Tommaso Meo 9 Febbraio 2026
    9 Febbraio 2026

    Niente cortei, niente striscioni. Solo pulsanti “unfollow” e playlist svuotate. Dopo le elezioni del 29 ottobre e le violenze che ne sono seguite, migliaia di giovani tanzaniani hanno scelto una …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • LO SCATTO

    Alla consolle nella notte di Luanda

    di Tommaso Meo 3 Febbraio 2026
    3 Febbraio 2026

    Un Dj suona musica Kuduro a una “Maratona” o festa di strada sponsorizzata dal partito al potere Mpla, che offre musica e alcolici a prezzi agevolati… a volte anche gratis. …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • IN VETRINAMusica

    “Ke Nako”, la Namibia in musica tra radici e futuro

    di claudia 1 Febbraio 2026
    1 Febbraio 2026

    di Claudio Agostoni Un album che garantisce un’immersione nel cuore pulsante della Namibia: una fusione emozionante di folk, ritmi world e narrazione poetica. Cantato in inglese, setswana e altre lingue …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUSMusica

    Il boicottaggio della Gen Z ferma la musica della Tanzania

    di claudia 11 Gennaio 2026
    11 Gennaio 2026

    di Stefano Pancera La protesta dei giovani della Tanzania non si ferma e trova spazio in uno dei luoghi digitali più frequentati dalla Gen Z: le playlist musicali. Il dissenso …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • IN VETRINAMusicaNEWS

    Zawose Queens: poliritmie, voci e strumenti ancestrali

    di claudia 9 Gennaio 2026
    9 Gennaio 2026

    a cura di Claudio Agostoni È il debutto del duo delle Zawose Queens, composto da Leah e Pendo Zawose: nipote e figlia del compianto e grande Hukwe Zawose. Le due …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • MusicaNEWSSOCIETÀ

    La leggenda dell’Afrobeat Fela Kuti riceverà il Grammy Awards alla memoria

    di claudia 23 Dicembre 2025
    23 Dicembre 2025

    La Recording Academy ha annunciato che la leggenda nigeriana Fela Kuti riceverà il Lifetime Achievement Award ai Grammy Awards 2026. Il riconoscimento alla memoria celebra il padre dell’Afrobeat per il …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • IN VETRINAMusica

    La voce d’oro del Mali: l’eredità di Kassé Mady Diabaté

    di claudia 20 Dicembre 2025
    20 Dicembre 2025

    a cura di Claudio Agostoni Kasse Mady Diabaté era un artista che si era guadagnato il soprannome di “voce d’oro del Mali” ed era noto per la sua capacità di …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • AFRICA TV - VIDEOMusica

    Nello slum di Kampala dove la musica salva i bambini dalla strada

    di claudia 1 Dicembre 2025
    1 Dicembre 2025

    A volte uno strumento musicale può cambiare una vita. A Kampala, in uno dei quartieri più difficili della capitale ugandese, l’organizzazione M-LISADA org utilizza la musica per offrire ai bambini …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • IN VETRINAMusicaNEWSSOCIETÀ

    Un boom di nomination ai Grammy 2026 per la musica africana

    di claudia 18 Novembre 2025
    18 Novembre 2025

    Il panorama musicale africano sta vivendo una fase d’oro, ottenendo riconoscimenti globali che culmineranno ai Grammy Awards del 1° febbraio 2026 a Los Angeles. Dopo il trionfo della nigeriana Tems …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • IN VETRINAMusica

    Alpha Blondy, il re del reggae africano torna a far sentire la sua voce

    di claudia 26 Ottobre 2025
    26 Ottobre 2025

    a cura di Claudio Agostoni Quarantatré anni dopo il suo esordio con “Jah Glory!”, l’intramontabile Alpha Blondy torna con un album potente e attualissimo: “Rise”, undici tracce che fondono roots …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • MusicaNEWSSOCIETÀ

    Un nuovo podcast rende omaggio a Fela Kuti, icona intramontabile

    di claudia 9 Ottobre 2025
    9 Ottobre 2025

    Buone notizie per gli appassionati di musica. E’ in uscita un nuovo podcast che racconta la storia di Fela Kuti, leggenda dell’Afrobeat intitolato come il suo celebre album del 1977: …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • IN VETRINAMusica

    Musica italiana per l’eredità di Thomas Sankara

    di claudia 5 Ottobre 2025
    5 Ottobre 2025

    a cura di Claudio Agostoni Non è musica africana, né opera di artisti della diaspora: Bande Rumorose in A1 è un duo italiano – Matteo Bosco e Valeria Molina – …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • GlamourNEWSSOCIETÀ

    A Milano i Black Carpet Awards 2025 celebrano talento, diversità e inclusione

    di claudia 22 Settembre 2025
    22 Settembre 2025

    La terza edizione dei Black Carpet Awards, evento che celebra l’eccellenza, la diversità e l’inclusione nell’industria creativa, si terrà a Milano mercoledì 24 settembre 2025, in concomitanza con la prestigiosa …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • 1
  • 2
  • 3
  • …
  • 28

Africa Rivista

Via Fabio Massimo, 19 – 20139 Milano
Tel. 02.80898696
Cell. 375.5353235
Fax 06.92933897
Email: info@africarivista.it
Abbonamenti: segreteria@africarivista.it

Per abbonarsi alla rivista

Online


Bonifico Bancario
IBAN:  IT 65 H030 3203 2100 1000 0291 446
Intestato a Internationalia s.r.l.
SWIFT/BIC: BACRIT21302


Conto Corrente Postale
CCP n° 1049863846 – Intestato a Internationalia srl, Via Conca d’Oro, 206 – 00141 Roma 

Argomenti

ISCRIVITI ORA

ULTIMI ARTICOLI

  • Il Gabon ha sospeso il portale di notizie Info 241

    12 Agosto 2026
  • Sudafrica, crollo in un sito di estrazione illegale a Rustenburg: 14 morti e otto feriti

    12 Agosto 2026
  • Sudan: le Rsf accerchiano El Obeid, l’Onu teme un’offensiva

    12 Agosto 2026
  • Donne e festini nella sua residenza, l’ambasciatore francese in Centrafrica nei guai

    12 Agosto 2026
  • Sudafrica, la crisi idrica preoccupa Johannesburg

    12 Agosto 2026
  • CHI SIAMO
  • PER ABBONARSI
  • VIAGGI DI AFRICA
  • CONTATTI
  • PUBBLICITA’ SU AFRICA
  • PRIVACY
  • INFORMATIVA

Edizione del 12/08/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl