Un Paese dove i neri vengono uccisi in strada

di Matteo Merletto
Un Paese dove i neri vengono uccisi in strada
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Difficile pensare che le uccisioni di neri nelle strade delle città italiane siano frutto del caso, di una fatalità, di un incrocio di coincidenze. Difficile anche pensare che gli assassini siano tutti pazzi.

L’elenco è ormai inquietante. Nel 2011 a Firenze Gianluca Cassieri, militante di estrema destra sparò contro due senegalesi uccidendo Samb Modou e Diop Mor. A Macerata, quest’anno, Luca Traini, anche lui militante di estrema destra e candidato leghista, ha sparato sulla folla mirando ai neri. L’altro giorno sempre a Firenze Roberto Pirrone si voleva uccidere ma ha cambiato idea e a chi ha mirato? ad un senegalese che ha ucciso.

Quest’ultima notizia è stata archiviata velocemente: nessuna motivazione razzista, Roberto Pirrone era folle e pieno di problemi. Il fatto è che però ha scelto un nero da uccidere. Ha lasciato passare un po’ di bianchi, qualche altro straniero e quando ha visto passare il senegalese non ha avuto dubbi. Ha sparato.

Saranno stati tutti pazzi, pieni di problemi ma il fatto che nella loro follia abbiano scelto un nero da uccidere non si può non definire razzismo. Ed è anche una forma di subdolo razzismo il fatto che queste notizie vengano archiviate in fretta escludendo il movente razzista. A Firenze la notizia dell’ultimo senegalese ucciso è stata ampiamente “coperta” dal partecipatissimo funerale a Davide Astori, calciatore della Fiorentina. Certo quest’ultimo meritava il commovente ultimo abbraccio della città che meritava. Anche Idy Diene però meritava un abbraccio, o almeno che la città ricordasse ciò che è accaduto.

Tutto ciò non può non fare pensare che il razzismo non è affatto scomparso. Non è il razzismo urlato ma una forma becera di discriminazione, di insofferenza, qualche volta di velato odio verso i neri. E non si tratta di qualcosa che esiste geneticamente nei sentimenti di molti italiani, ma è qualcosa di instillato in molti casi dalla politica. Probabilmente è proprio questo che Mario Balotelli, calciatore del Nizza ampiamente fischiato quando giocava in Italia perchè nero, voleva dire al neo senatore della Lega Toni Iwobi. “Ma ti sei accorto di cosa accade in questo paese ai neri come te? Sono cieco io o tu che stai in un partito che ha alimentato questo clima?”.

(Raffaele Masto – Buongiorno Africa)

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