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Pubblicato il 12 Mag 2017 in In evidenza

Quegli strani pisolini di Mugabe…

Quegli strani pisolini di Mugabe…

Non è vero che negli incontri pubblici Robert Mugabe sonnecchi. Chiude gli occhi per proteggerli dalle luci artificiali. Il portavoce del Presidente dello Zimbabwe è intervenuto con un comunicato ufficiale per smentire la crescente ilarità nei confronti dell’anziano leader colto, in diverse occasioni ufficiali, accasciato sulla poltrona, mentre pareva riposasse. Gli ultimi casi sono avvenuti durante l’ultimo vertice dell’Unione africana (Ua) e, la settimana scorsa, al Forum economico mondiale sull’Africa che si è tenuto a Durban (Sudafrica). E la stampa internazionale non ha perso l’occasione per prendere di mira Mugabe.

«Il presidente non sopporta luci troppo forti. Chiude gli occhi per evitare che l’illuminazione gli dia fastidio», ha sostenuto con tono serio George Charamba, citato giovedi dal quotidiano governativo «The Herald». Per convincere coloro che dubitano della sua spiegazione, Charamba ha ricordato l’esempio di Nelson Mandela: «Ricordate Mandela? Non si potevano scattare foto con il flash in sua presenza perché la luce troppo forte gli dava fastidio. Lo stesso succede al nostro Presidente».

In realtà, dietro questo caso, si nasconde la condizione di salute sempre più precaria di Robert Mugabe. Al potere da 37 anni, ha compiuto quest’anno 93 anni ed è diventato il leader in carica più anziano al mondo. È, comprensibilmente, sempre più stanco e gli acciacchi iniziano a farsi sentire. Sono frequenti i suoi viaggi all’estero per farsi curare. Questa settimana, per esempio, si è recato a Singapore per un check-up. Queste fughe mediche in Asia suscitano dure critiche in Zimbabwe.

Nonostante ciò, non può lasciare il potere perché nulla è ancora stato deciso sulla sua successione. Alle sue spalle si sta giocando una partita senza esclusione di colpi tra chi vuole subentrargli. In prima fila c’è sua moglie Grace, 52 anni. Fino ad alcuni anni fa la candidatura sembrava non avere rivali. Poi, lentamente, i gerarchi dello Zanu-Pf hanno iniziato a mettersi di traverso ostacolando con tutti i mezzi possibili la sua ascesa. Secondo la studiosa di questioni africane, Teresa Nogueira Pinto, intepellata dal quotidiano francese «Le Monde», si prospettano tre scenari possibili per la successione: l’ascesa del vicepresidente Emmerson Mnangagwa, il quale potrebbe aprire a riforme e, quindi, a una transizione morbida; la vittoria di Grace, che porterebbe a gravi tensioni all’interno del partito di potere e quindi un’instabilità continua; l’implosione dello Zanu-Pf che significherebbe guerra civile, caos e violenze.

E intanto il Presidente è già stato investito dal suo partito come candidato ufficiale nelle elezioni 2018. Una fatica in più. Che forse affronterà facendosi un altro pisolino.