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Pubblicato il 8 Feb 2018 in In evidenza

Mali sotto choc per un video virale su una violenza sessuale

Mali sotto choc per un video virale su una violenza sessuale

Il Mali è scosso dalla diffusione sui social media di un video nel quale si vedono quattro ragazzi che violentano a turno una giovane. Le associazioni della società civile hanno chiesto a gran voce che sia fatta giustizia e che i responsabili siano arrestati. Del video, però, oltre alle immagini molto crude, si sa veramente poco. Impossibile individuare dove e quando è stato girato. Difficile riconoscere i tra ragazzi. Le immagini circolano da venerdì 3 febbraio 2018 su Facebook e Whatsapp, ma la vittima non ha ancora presentato denuncia. Nel frattempo una decina di associazioni si sta mobilitando. «I giovani della nostra società non parlano molto. Abbiamo identificato questo video in rete e l’abbiamo immediatamente segnalato alla polizia», ha dichiarato a «Jeune Afrique», Kansourou Bathily, portavoce del collettivo «Les Amazones» che ha lanciato un appello affinché chi sa parli e aiuti la vittima ad avere giustizia.

«Faremo tutto il possibile per garantire che il caso non venga insabbiato – ha affermato il pubblico ministero -. È stata aperta un’inchiesta ed è stata affidata alla Brigata Morale di Bamako, che collaborerà con altri servizi della Polizia giudiziaria». Se scoperti, gli autori possono essere condannati a pene da 5 a 20 anni di reclusione.

Le organizzazioni per i diritti umani sperano in un’indagine efficace e una ferma risposta della magistratura maliana. Il fenomeno dei video in cui vengono ripresi atti di violenza sessuale si sta diffondendo. Tra i giovani, denunciano le associazioni, non c’è consapevolezza. La gente pensa che nella maggior parte dei casi la ragazza sia consenzente. «È necessario che i giovani capiscano che non si può violentare impunemente – afferma Moctar Mariko, presidente dell’Associazione maliana per i diritti umani -. Le corti maliane tendono a punire questi atti di stupro, ma troppo spesso questi casi sono risolti nella cerchia familiare. Ciò deve cambiare, è una piaga devastante».