Taranto: da rifugiati a sarti

di Matteo Merletto
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Si chiamano Lamine, Sillah, Suarez, Anas, Dame, Modu, Yancouba, Lassine, Amed e Mohamed. Sono i ragazzi africani che lavorano al laboratorio sartoriale La Maison de la Mode (via Criscuolo 9), nato grazie a un progetto della Ong tarantina Salam, finanziato da Usaim-Oim Italia.

Sotto la guida di Ida Chiatante, direttrice creativa, e della sarta Patrizia Solito, i ragazzi tagliano, cuciono e realizzano, anche su misura, abiti, borse, foulard e accessori. Lo fanno con stoffe e tessuti africani, particolare, questo, che ha permesso al progetto di ottenere fondi di sostegno, visto che permette ai ragazzi (tutti provenienti dal bacino del Mediterraneo, alcuni arrivati in Italia soli e ancora minorenni) di acquisire competenze valorizzando aspetti della propria cultura di origine.

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(Sara Milanese)

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