Tanzania | «Democrazia in pericolo»

di Enrico Casale
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La democrazia in Tanzania è minacciata dalle leggi repressive e dalla violenza politica portate avanti sistematicamente dal partito al governo. La denuncia arriva dall’Africa Center for Strategic Studies, think thank legato al Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.

Secondo i ricercatori statunitensi, negli ultimi cinque anni, il presidente John Magufuli «ha vietato manifestazioni, imbavagliato la stampa, intimorito, infiltrato di fedelissimi istituzioni indipendenti e commesso violenze palesi e segrete contro oppositori politici e “dissidenti” nel partito al governo Chama Cha Mapinduzi (Ccm)».

«I tanzaniani oggi vivono in un clima di sempre maggiore paura e sono sempre più reticenti a esercitare i propri diritti per timore di entrare in conflitto con una serie di nuove leggi restrittive o di subire ritorsioni fisiche», ha aggiunto il think tank.

Le azioni antidemocratiche del Ccm potrebbero quindi mettere in discussione i risultati delle elezioni nazionali previste per il prossimo mese. «Ciò avrà necessariamente conseguenze sui legami tra il governo Magufuli e gli attori regionali e internazionali che sostengono la democrazia».

Gli analisti hanno evidenziato un netto contrasto tra il governo autocratico del presidente Magufuli e l’impegno del presidente fondatore Julius Nyerere per le norme democratiche. Nyerere «concepiva la liberazione africana come la costruzione di una democrazia inclusiva, una stampa libera, tolleranza alle critiche, rispetto per le minoranze e limiti al potere», ha osservato l’Africa Center. Sotto il presidente Magufuli, la Tanzania è stata testimone di «una serie di omicidi, aggressioni e sparizioni» di attivisti dell’opposizione e figure all’interno del partito al potere che criticano la direzione del Paese.

Anche la libertà di stampa si è notevolmente ridotta da quando il presidente Magufuli è salito al potere nel 2015. Secondo i ricercatori, la discesa dal 70° al 124° posto nell’indice annuale della libertà di stampa globale compilato da Reporter senza frontiere è significativa anche perché è la più rapida mai registrata negli ultimi anni.

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