Nigeria | Stupri, castrazione chimica a Kaduna

di Enrico Casale
violenza sessuale
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Il parlamento dello Stato di Kaduna (Nigeria) ha approvato la castrazione chirurgica per chi è stato condannato per aver violentato bambini di età inferiore ai 14 anni. Il governatore Nasir Ahmad el-Rufai deve ancora firmare il provvedimento affinché diventi legge, ma personalmente è sempre stato favorevole alla castrazione per impedire agli stupratori di commettere nuovamente il reato.

Il provvedimento nasce sull’ondo di grandi proteste per l’ondata di stupri in Nigeria. Un aumento delle violenze sessuali che ha spinto i governatori degli Stati a dichiarare lo stato di emergenza. La legge federale nigeriana prevede pene tra i 14 anni e l’ergastolo. Nel 2015, è stata introdotta una nuova legislazione che ha ampliato l’ambito di applicazione delle sanzioni per i reati sessuali e ha rimosso il termine di due mesi per la prescrizione del reato. Le normative locali possono inoltre stabilire pene più severe.

Nonostante ciò pochi colpevoli sono stati perseguiti. Secondo l’Agenzia nazionale per il contrasto al traffico di esseri umani (Naptip), negli ultimi cinque anni solo 40 sospettati di stupro sono stati incriminati, in un Paese di circa 200 milioni di abitanti. Il responsabile dell’agenzia, Julie Okah-Donli, ha dichiarato alla Bbc che, poiché l’onere della prova spetta all’accusa, provare i casi di stupro è «ancora piuttosto complicato».

Le violenze sessuali sono aumentate durante il periodo di quarantena imposto dal coronavirus. A luglio l’indignazione è aumentata di fronte all’omicidio di una studentessa universitaria di 22 anni che, secondo la sua famiglia, è stata brutalmente violentata e colpita a morte. È stato uno dei tanti casi scioccanti che hanno portato a proteste di strada e a una petizione online firmata da migliaia di persone.

Molti nigeriani hanno chiesto leggi più severe, come la pena di morte. Nello Stato di Kaduna è stata così approvata la castrazione chimica, una pratica che non è molto utilizzata nel mondo ed è considerata controversa nei pochi luoghi in cui è ancora utilizzata.

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