Sud Sudan, road map «estesa» di sei mesi

di Enrico Casale
Salva Kiir e Riek Machar
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I partiti di governo e di opposizione del Sud Sudan hanno concordato di estendere di altri sei mesi il termine per formare un governo di unità transitorio, nell’ambito dell’accordo di pace rinnovato, firmato a settembre. È quanto si legge in una dichiarazione diffusa dall’Autorità intergovernativa per lo sviluppo (Igad) al termine della riunione che si è tenuta ieri ad Addis Abeba.

«Le parti hanno evidenziato la mancanza di volontà politica, finanziamenti e limiti di tempo come le principali sfide che hanno ritardato l’attuazione delle attività pre-transitorie e sottolineato la necessità di garantire che specifici compiti in sospeso siano adeguatamente finanziati entro un calendario chiaramente definito e ragionevole», si legge nel comunicato finale. Nel frattempo, nel tentativo di favorire la pace, il presidente Salva Kiir ha revocato lo stato di emergenza imposto nel 2017 in cinque Stati del Nord del Paese, secondo quanto riferito dall’emittente Sud Sudan Radio. Le parti in conflitto in Sud Sudan si sono riunite per due giorni ad Addis Abeba per discutere dello stato di attuazione dell’accordo di pace rinnovato, firmato nel settembre scorso, e delle misure per portarlo avanti.

Nelle scorse settimane era stato il leader ribelle Riek Machar, che attualmente si trova ancora a Khartoum e che in base all’accordo sarà designato vicepresidente, a chiedere un rinvio di sei mesi per la formazione del governo di unità nazionale. L’ultima versione dell’accordo di pace, firmata il 12 settembre scorso sempre nella capitale etiope, prevedeva un periodo di transizione di otto mesi (con scadenza fissata al 12 maggio), al termine del quale si sarebbe dovuto formare un governo di unità nazionale, tuttavia i profondi disaccordi fra le parti hanno provocato forti ritardi nell’attuazione della road map. Il 12 settembre scorso Kiir e Machaar hanno firmato ad Addis Abeba il documento finale di rivitalizzazione dell’accordo di pace per porre fine al conflitto civile scoppiato nel dicembre 2013 e che ha provocato oltre 1,4 milioni di profughi.

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