Il presidente del Sud Sudan Salva Kiir ha sciolto il governo di transizione e nominato un’amministrazione provvisoria in vista delle elezioni del 22 dicembre. Il provvedimento, annunciato ieri sera dalla televisione di Stato, prevede anche lo scioglimento del parlamento nazionale, dei governi e delle assemblee dei dieci Stati e delle autorità delle tre aree amministrative.
Kiir resterà presidente durante il periodo elettorale fino all’insediamento del prossimo capo dello Stato. La presidenza ha nominato ministri provvisori alla guida, tra gli altri, dei dicasteri degli Esteri, della Difesa, dell’Interno, della Giustizia, delle Finanze e del Petrolio.
Amnesty International ha definito lo scioglimento del governo un passaggio decisivo verso le prime elezioni del Paese, chiedendo tuttavia alle autorità di garantire durante il periodo elettorale libertà di espressione, associazione e riunione pacifica.
La decisione arriva dopo l’approvazione di modifiche alla legge elettorale che hanno separato lo svolgimento delle elezioni dal completamento della Costituzione permanente e del censimento nazionale. Il periodo di transizione previsto dall’accordo di pace del 2018, che pose fine alla guerra civile, era stato prorogato più volte.
Il partito del leader dell’opposizione sudsudanese Riek Machar ha respinto il processo elettorale avviato dal presidente Kiir. Machar, privato della libertà dal marzo 2025 e sotto processo a Juba crimini di guerra, è stato rimosso dall’incarico di vicepresidente con lo scioglimento dell’esecutivo.
Il suo partito ha denunciato come «unilaterali» le riforme adottate in vista delle prime elezioni del Paese e ha dichiarato di «respingere nella sua totalità qualsiasi processo elettorale condotto in questo quadro viziato». Secondo la formazione, proseguire su questa strada rischia di far ripiombare il Sud Sudan nella violenza.
La decisione di Kiir ha inoltre alimentato interrogativi sulla possibilità di organizzare elezioni credibili in meno di tre mesi e sulla concentrazione del potere nelle mani del presidente. Questo mese la Commissione delle Nazioni Unite per i diritti umani in Sud Sudan aveva avvertito che elezioni prive di adeguate garanzie e di un dialogo politico inclusivo potrebbero alimentare nuove tensioni.


