Sud Sudan, il presidente Kiir firma le modifiche alla legge elettorale e accelera il percorso verso il voto

di Tommaso Meo

Il presidente del Sud Sudan, Salva Kiir, ha firmato delle modifiche alla legge elettorale che eliminano l’obbligo di completare una Costituzione permanente e un censimento nazionale prima dello svolgimento delle elezioni generali, previste per il 22 dicembre di quest’anno. Il voto, più volte rimandato, sarebbe il primo nel Paese dall’indipendenza ottenuta nel 2011 dal Sudan.

Secondo l’ufficio della presidenza, le modifiche alla legge elettorale del 2012 rappresentano «un’altra importante tappa» nei preparativi per le consultazioni. Il ministro degli Affari presidenziali, Africano Mande Gedima, ha spiegato che l’intervento punta ad allineare la normativa alla Costituzione transitoria e a eliminare le disposizioni che subordinavano il voto alla nuova Costituzione e al censimento.

La nuova legge riduce inoltre da 650 a 270 i membri dell’Assemblea legislativa nazionale e da 100 a 58 quelli delle assemblee statali. I consigli legislativi delle aree amministrative avranno invece 20 componenti.

L’Alleanza dell’opposizione del Sud Sudan, firmataria dell’accordo di pace del 2018, ha respinto le modifiche, sostenendo che siano state approvate senza un’adeguata consultazione tra le parti dell’intesa. Il Parlamento ha approvato il provvedimento ieri, prima della firma di Kiir. La registrazione degli elettori non è invece ancora iniziata.

Secondo un recente appello della Commissione delle Nazioni Unite per i diritti umani nel Sud Sudan, molte delle garanzie necessarie allo svolgimento di elezioni pacifiche e credibili sono ancora assenti.

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