Egitto, due ufficiali uccisi nella lotta alle miniere d’oro illegali

di Valentina Milani

Due ufficiali dell’esercito egiziano, tra cui un alto responsabile della guardia di frontiera, sono stati uccisi durante un’operazione militare. L’intervento è avvenuto contro le attività illegali di estrazione dell’oro lungo il confine meridionale con il Sudan. Lo riferisce Reuters, citando un portavoce delle forze armate egiziane.

La campagna, avviata a giugno nel deserto orientale, mira a contrastare le attività minerarie non autorizzate. L’obiettivo è rafforzare il controllo dello Stato sul territorio e proteggere le risorse nazionali. Le prime tre fasi dell’operazione sono state completate. Una quarta è prevista da sabato. Dall’inizio della campagna sono state arrestate 151 persone di nazionalità egiziana e 540 straniere.

L’intervento si inserisce in un contesto di crescente attività di estrazione artigianale dell’oro nel Sudan settentrionale. La guerra civile ha reso il metallo prezioso una fonte importante di finanziamento. Secondo esperti e operatori del settore, ingenti quantità di oro vengono contrabbandate in Egitto attraverso il confine poroso e conteso. Il fenomeno riguarda in particolare le aree minerarie di Halayeb e Shalateen. La campagna ha inoltre attirato l’attenzione dopo che l’organizzazione per i diritti umani Emergency Lawyers ha denunciato in ottobre la morte di almeno 72 minatori artigianali. L’episodio è avvenuto in un attacco aereo nel Sudan settentrionale, attribuito all’aviazione egiziana.

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