Accuse incrociate tra Etiopia e Sudan: chiusi i consolati ed espulsi i diplomatici

di Tommaso Meo
Badiere etiope e sudanese

L’Etiopia ha chiuso il consolato sudanese nella città di Assosa ed espulso sei diplomatici di Khartoum dopo le accuse di un presunto sostegno di Addis Abeba alle Forze di supporto rapido (Rsf), la milizia paramilitare impegnata nella guerra civile contro l’esercito regolare sudanese. A riferirlo all’agenzia Reuters è stato un alto funzionario etiope, precisando che ai rappresentanti consolari sono state concesse 48 ore di tempo per lasciare il Paese.

In risposta, il governo sudanese ha disposto l’immediata chiusura del consolato etiope nella città orientale di Gedaref e l’espulsione del relativo personale, come confermato alla medesima agenzia da due fonti ufficiali di Khartoum.

La crisi diplomatica fa seguito alle contestazioni sollevate domenica dalle autorità sudanesi, che hanno annunciato il deposito di una denuncia formale contro l’Etiopia presso il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e il Consiglio per la pace e la sicurezza dell’Unione Africana. Secondo Khartoum, Addis Abeba avrebbe concesso alle Rsf di utilizzare porzioni del territorio etiope per condurre attacchi con droni suicidi contro infrastrutture civili in Sudan; un’accusa che il governo etiope respinge con fermezza.

Addis Abeba accusa invece Sudan, Egitto ed Eritrea di sostenere i ribelli del Tigray, protagonisti a settembre di una nuova offensiva contro le forze regolari etiopi. Tutti e tre i Paesi hanno rigettato ogni coinvolgimento nella riapertura delle ostilità nella regione settentrionale dell’Etiopia.

Questo scambio di accuse aggrava i timori di un allargamento regionale dei due teatri di crisi – il Sudan da una parte e il nord dell’Etiopia dall’altra –, con conseguenze imprevedibili per gli equilibri dell’intero Corno d’Africa.

«Il governo sudanese resta impegnato a difendere il proprio territorio, ma sta facendo tutto il possibile per evitare una guerra aperta con l’Etiopia», ha dichiarato Amjad Farid, consigliere per gli affari politici ed esteri del Consiglio sovrano di transizione sudanese.

Il conflitto in Sudan, divampato nell’aprile 2023 dallo scontro di potere tra le forze armate e le Rsf, ha già provocato lo sfollamento di oltre 14 milioni di persone secondo le stime delle Nazioni Unite, generando una delle emergenze umanitarie più devastanti al mondo.

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