Stile unico. Tra Milano e Dar es Salaam

di Diego Fiore
Glamour
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C’era una volta una giovane donna appassionata di moda e piuttosto competente nella comunicazione digitale che lavorava per un brand dell’alta pelletteria italiana ma desiderava ardentemente mettersi in proprio per creare qualcosa di bello, utile e suo. Un giorno andò a Dar es Salaam e rientrò in Italia sentendo di avere finalmente trovato la quadratura del cerchio. Avrebbe dato vita a una linea di moda etica e medio/alta, combinando la sua expertise europea con le competenze artigianali della Tanzania e i cotoni wax. E l’avrebbe chiamata Endelea, parola swahili che significa “andare avanti, continuare a dispetto delle difficoltà, senza arrendersi”.

Endelea, con il suo spirito indomito, è nata effettivamente quest’anno. «I nostri abiti, accessori e anche complementi per la casa sono disegnati a Milano da un gruppo di fashion designer giovani ma altamente qualificati», ci racconta la giovane donna, che si chiama Francesca De Gottardo. «I prototipi e i cartamodelli vengono sviluppati da una docente del Politecnico che verrà presto in Tanzania con noi per occuparsi del training tecnico di sarti e sarte impegnate nel progetto. Usiamo solo stoffe locali e seguiamo rigorosamente i criteri di trasparenza, equal treatment ed equal pay espressi da movimenti internazionali quali Fashion Revolution». I capi di Endelea si acquistano online. Mentre scriviamo, la nuova collezione è in preparazione. Francesca assicura che sarà «sorprendentemente bella». Per scoprirla, l’appuntamento è alla prossima primavera.

Sito web: endelea.it

 

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