Sguardo sull’editoria africana

di Matteo Merletto
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Africa e Mediterraneo è una rivista che esce oggi ogni sei mesi offrendo numeri in buona parte monografici su temi socio-culturali. Fondata nel 1992 a Bologna su iniziativa di Giacomo Matti e diretta da Sandra Federici, ha promosso negli anni diversi progetti di impronta culturale, tra cui si può segnalare l’attenzione data al fumetto africano – attraversi l’acquisizione di tavole originali («una collezione unica al mondo»), mostre, un premio. È edita dalla cooperativa sociale Lai-momo, che realizza progetti sul territorio, in particolare rivolti al mondo delle migrazioni – e, di riflesso, anche questo è un tema che ritorna sulle pagine della rivista.

L’ultima edizione del semestrale (n. 89, pp. 92, € 20,00) è particolarmente inerente a questa rubrica, trattando di “Libri in Africa, libri d’Africa”. Il numero è stato coordinato dalla direttrice con Raphaël Thierry, francese, specialista del tema (si veda il suo blog EditAfrica.com), per presentare gli «spunti positivi sulla presenza dell’editoria africana nel mercato globale, anche se restano delle fragilità nelle diverse catene del libro nazionali e regionali…». Gli articoli – in italiano, francese o inglese a seconda degli autori – spaziano su aspetti diversi, dalla scrittura inventata da re Njoya alla Libreria Griot di Roma passando per le prime edizioni per l’infanzia sorte in Ruanda e per la Fiera del Libro di Hargeisa. Insomma, certamente non tutto lo scibile in materia ma delle valide piste per farsi una prima, corretta idea della vasta problematica.

Il n. 88 (pp. 112, € 20,00) – sempre articoli nell’una o l’altra delle tre lingue – era invece dedicato a “L’integrazione lavorativa di migranti e richiedenti asilo”, focalizzata sul «caso Italia» e sulla Ue. Sul sito della rivista, i numeri arretrati disponibili.


Scrittori: chi siete?

Lai-momo, editrice di Africa e Mediterraneo, è capofila – con partner tra cui Idos – del progetto Words4link: scritture migranti per l’integrazione. Il database è consultabile al sito www.words4link.it e naturalmente è sempre in evoluzione. In realtà già esistevano banche dati analoghe (come ignorare il lavoro precorritore di Armando Gnisci?), ma questa si prefigge di «raccogliere in un’unica piattaforma alcuni dei soggetti chiave attualmente attivi in questo ambito, nel tentativo di innescare un confronto vitale sul tema della scrittura transnazionale e contribuire alla visibilità e alla presenza di queste voci nel dibattito contemporaneo».

(Pier Maria Mazzola)

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