Madama Hostel & Bistrot ĆØ un ostello-bistrot di design che si trova a pochiĀ passi dalla Fondazione Prada ma anche dal Corvetto, ossia da uno dei quartieri più multietnici e complicati di Milano. In foto potete vedere una sua sala. Qualche giorno fa, seguendo l’esempio di Massimiliano Picchietti, titolare del Simeva Market di Berceto (PR), anche i gestori del Madama hanno deciso di applicare una tariffa promozionale agli immigrati presenti sul suolo italico. La comunicazione completa, riportata sulla pagina FB dell’esercizio il 7 agosto, recita: Ā«Lāostello per antonomasia ĆØ la casa di tutti e ospita i cittadini del mondo. Da quando il Madama H&B ĆØ nato, anche il suo staff che ogni giorno vi accoglie, vi porta da mangiare e vi versa da bere ĆØ composto da cittadini del mondo, e siamo fermamente convinti che il Decreto Sicurezza Bis va oltre lāinfamia e la vergogna. Per questo motivo abbiamo deciso ā come altri esercenti ā di applicare uno sconto del 10 per cento a tutti coloro che, secondo questo ignobile decreto, non sono considerati italiani. Un piccolo gesto per dire NO a questo scempio, perchĆ© āla vera rivoluzione dobbiamo cominciare a farla dentro di noiāĀ».
Mentre altri negozianti e gestori si accingono a fare la stessa cosa, a Milano e altrove, i social di Picchietti sono stati oscurati. Quelli del Madama, fortunatamente attivi, raccolgono complimenti e ovviamente anche accuse e indignazione: antitalianitĆ , razzismo al contrario e via discorrendo. PerchĆ© le promozioni commerciali sono tutte lecite ovviamente, tranne quelle che – anche per una frazione infinitesimale – vanno a favorire i non italiani.

Il cartello del negozio di Berceto
Nel frattempo accade che una studentessa universitaria di Latina,Ā in cerca di una stanza in condivisione a Roma e fresca di selfie con il ministro dell’Interno ben ostentato sul proprio wall, raccolga dalla proprietaria di una casa un no rotondo seguito da un commento esplicativoĀ Ā«Se cercate casa a Roma, vi consiglio di evitare di pubblicare selfie del cazzo, o quantomeno di cambiare le impostazioni e renderli visibili soltanto a parenti o amici o anche solo a se stessi … Certo poi lāideale sarebbe rendersi conto e pesare le proprie azioni, pensare alle conseguenze, al significato di un post, allāimmagine che diamo di noi, a cosa stiamo facendo. Nellāattesa che lāubriacatura passi, buona giornataĀ».
Anche in questo caso, accanto al plauso, sono state registrate manifestazioni di meraviglia e raccapriccio. La signora ĆØ stata accusata di discriminazione e forse anche di malvagitĆ : avrebbe ferito una giovincella di belle speranze, perfettamente a suo agio con lo slogan “portateli a casa vostra”Ā ma impreparata all’eventualitĆ che qualcuno possa non gradire una fan di Salvini a casa sua.
Episodi come questi ce ne sono statiĀ e ce ne saranno di certo molti altri (a proposito: se ne siete a conoscenza e ce li segnalerete, ne scriveremo volentieri). Ne parliamo qui non per fare pubblicitĆ al Madama Hostel & Bistrot (che pure la merita) o per deridere la studentessa di Latina, ma perchĆ© riteniamo che queste forme di micro-resistenza e protesta pacifica, al di lĆ dell’eco mediatica e dell’impatto pratico, siano utilissime sul medio e lungo periodo: rivelano infatti con efficacia e come in uno specchio rovesciato l’inconsistenza e l’insostenibilitĆ dei perni su cui si fonda buona parte della narrazione leghista-sovranista, fatta di micro e macro prepotenze e poi di casa, cultura, regole presunte “nostre” e agitateĀ come bandiere, vanghe o ruspe. Una narrazioneĀ invasiva,Ā soffocante, rispetto alla quale la logica rischia di apparire un’arma spuntata. Ma poi arrivano il titolare di un supermercato, il gestore di un ostello, la padrona di una casa… con cultura e regoleĀ sempre autoctone ma “altre”, che senza ribaltare lo status quo, senza dare il potere ai soviet, tratteggiano confini differenti. Le ruspe, allora, devono fermarsi o perlomeno rallentare.
Stefania Ragusa
direttore@corrieredellemigrazioni.it



