L’Unione Africana inaugura un osservatorio sulle migrazioni

di Stefania Ragusa
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È stato presentato a Rabat l’African Migration Observatory (Amo), una piattaforma lanciata dall’Unione Africana per migliorare la governance della migrazione nel continente. «Oggi l’Africa avrà i suoi dati, questo ci permetterà di smentire diversi miti sulla migrazione», ha detto il ministro degli Esteri marocchino Nasser Bourita nella cerimonia che ha co-presieduto con il Commissario dell’Ua per gli affari sociali, Amira El Fadil.
La missione dell’Amo sarà raccogliere, analizzare e scambiare dati attraverso un sistema interconnesso che colleghi i paesi africani per migliorare le politiche migratorie «spesso inefficaci a causa della mancanza di dati», come riportato nel documento ufficiale di presentazione.
La migrazione in Africa è essenzialmente intra-africana, con l’80% dei migranti che rimane nel continente e solo il 12% che entra in Europa. Il Sudafrica è in cima alla lista delle destinazioni interne, con 3,1 milioni di arrivi, seguito da Costa d’Avorio (2,1 milioni) e Nigeria (1,9 milioni).

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