L'”oro rosso” del Marocco, un volano di emancipazione femminile

di claudia

Chiamato anche “oro rosso”, lo zafferano è una spezia pregiata dal caratteristico colore rosso e profumo floreale. In Marocco la sua produzione sta cambiando la vita di molte donne che vivono nelle comunità rurali che sono diventate più indipendenti grazie alla coltivazione dello zafferano. Una lavorazione faticosa e meticolosa, quella necessaria per estrarre i preziosi stigmi dai fiori violetti, che combatte la disoccupazione.

La capitale marocchina dello zafferano è, senza dubbio, la città di Taliouine, situata nel sud del Paese. Qui, riporta il giornale inglese Indipendent, il governo sta cercando di espandere la produzione di zafferano, una delle spezie più preziose e costose al mondo. Coltivato sull’altipiano di Souktana tra i 1300 e i 1500 metri, questa varietà ha un piuttosto intenso, con una caratteristica nota floreale.

Abdul Majid Ogelli, un agricoltore locale di Taliouine, spiega a Indipendent Arabia il ciclo agricolo della coltivazione di zafferano nei campi della regione. “Tutto inizia a luglio o agosto ogni anno, con la prima fase di diserbo dei campi per rimuovere le erbacce dannose ed eccessive. La seconda fase della produzione di zafferano comporta la raccolta di fiori di nei mesi di ottobre e novembre, e questo lavoro è spesso svolto dalle donne. Il raccolto è particolarmente faticoso e richiede molta pazienza e duro lavoro”.

Anche la terza fase, detta “asciugatura”, seguita dalla raffinazione, è effettuata da donne che lavorano nelle cooperative agricole. Gli stigmi rossi vengono estratti dal fiore violaceo. Infine lo zafferano è confezionato in vasi di terracotta, pronto per essere venduto.

Un duro lavoro, quello dietro alla coltivazione dello zafferano, che le donne hanno abbracciato però volentieri, trasformandolo un volano di emancipazione e resilienza. La sveglia è sempre prima dell’alba per raccogliere i fiori che alla sera verranno lavorati. La presidente della cooperativa femminile di Taliouine racconta quanto la prospettiva delle donne locali sia ora cambiata grazie allo zafferano: “Molte donne rurali erano precedentemente disoccupate e restavano a casa aspettando provviste dai loro mariti, fratelli o padri nel caso fossero vedove o non sposate. Il lavoro con lo zafferano le ha rese più autosufficienti”.

Secondo il Ministero dell’Agricoltura del Marocco, la produzione annuale di zafferano del paese ammonta a quasi 6 tonnellate. Una produzione che necessita di essere preservata e difesa, sia economicamente che a livello ambientale. Questo tipo di economia permette infatti alla popolazione locale di rimanere nelle proprie terre mantenendo vive delle tradizioni identitarie. La zona che comprende la città di Taliouine ha ottenuto l’Indicazione Geografica Protetta.

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