Senegal, il leader dell’opposizione vicino alla presidenza

di Marco Trovato

Manca solo la proclamazione ufficiale, ma i giochi sembrano fatti: Bassirou Diomaye Faye, candidato del principale partito di opposizione Pastef, si appresta a essere proclamato nuovo presidente della Repubblica del Senegal. Pochi minuti fa, il suo principale avversario politico, Amadou Ba, 62 anni, ex primo ministro, esponente della coalizione al potere Benno Bokk Yakaar, ha ammesso la sconfitta e ha chiamato Faye per congratularsi della vittoria.

“In considerazione dell’andamento dei risultati delle elezioni presidenziali e in attesa della proclamazione ufficiale, mi congratulo con il presidente Bassirou Diomaye Diakhar Faye per la sua vittoria al primo turno. Prego che l’Onnipotente gli conceda l’energia e la forza necessarie per assumere questo alto incarico alla guida del nostro Paese”, ha dichiarato con un comunicato stampa il candidato sconfitto.

Questa mattina la coalizione di governo del Senegal che sostiene il candidato presidenziale Amadou Ba si diceva certa che ci sarebbe stato un voto al secondo turno, benché dalle sezioni elettorali arrivassero valanghe di voti a favore di Bassirou Diomaye Faye. Numerosi candidati si erano già congratulati con Faye per la sua vittoria al primo turno. Poco fa è giunta la telefonata di Amadou Ba che ammette la sconfitta.

La vittoria al primo turno di Faye, leader radicale, ex funzionario dell’agenzia delle imposte, è una scossa per i palazzi del potere di Dakar. Il suo programma include la revisione dei contratti energetici con i colossi internazionali che stanno investendo in Senegal – Paese destinato a diventare produttore di petrolio e gas – e l’uscita dal franco Cfa, la divisa ancorata all’euro che viene utilizzata in un’area di 14 Paesi.

Il Senegal è andato alle urne per il rinnovo della presidenza dopo i due mandati di Macky Sall. Il presidente uscente era stato accusato di golpe istituzionale, dopo aver tentato di far slittare di – almeno – 10 mesi le elezioni già fissate al 25 febbraio. Decisione – poi bloccato dal Consiglio Costituzionale – che aveva innescato vaste manifestazioni di piazza, represse con violenza dalle forze dell’ordine.

Per tentare di riportare la calma nel Paese, dopo mesi di forti turbolenze, Macky Sall aveva promosso una legge di amnistia che pochi giorni fa aveva scarcerato e rimesso in gioco proprio Faye e il leader del Pastef, Ousmane Sonko, che tuttavia non ha potuto correre alle elezioni per essere stato condannato in via definitiva per diffamazione (condanna ritenuta dai suoi sostenitori ispirata dai palazzi del governo per farlo fuori dai giochi).

I sostenitori di Faye stanno già festeggiando la vittoria per le vie di Dakar con slogan che inneggiano al cambiamento e celebrano la «fine» dell’era di Macky Sall e di quelli che vengono considerati rapporti di subalternità con gli storici alleati occidentali, in particolare l’ex potenza coloniale, la Francia, che in Senegal detiene forti interessi economici e geopolitici, specie dopo l’allontanamento da Parigi di altre le altre colonie francese della regione, oggi guidate da giunti golpiste.

Condividi

Altre letture correlate: