Lo chef congolese che vuole cambiare la visione della cucina africana nel mondo

di claudia
Meza Malonga

Un nuovo orizzonte della cucina del continente africano che possa competere con quella europea, mantenendo le proprie tradizioni, è possibile? Ne è convinto lo chef congolese Meza Malonga, che ha viaggiato per due anni in giro per l’Africa, visitando 48 dei 54 paesi del continente nel tentativo di comprendere meglio le diverse tradizioni, piatti e ingredienti. Al suo ritorno ha aperto un suo ristorante che propone una cucina “fusion”, che combina ingredienti e culture alimentari provenienti da diversi paesi, e una scuola per giovani aspiranti chef che vogliono cambiare la visione della cucina del continente nel mondo.

Un viaggio durato due anni tra sapori, tradizioni, storie, piatti, incontri: lo ha intrapreso lo chef congolese Meza Malonga, residente in Germania. Malonga ha lavorato nei migliori ristoranti stellati europei, prima di decidere di puntare tutto il suo futuro sulla cucina del suo continente d’origine.

“L’Africa ha una straordinaria diversità di cibo”, racconta lo chef alla Bbc.”Il mondo non conosce gli ingredienti e le fantastiche ricette che abbiamo”. Stabilitosi a Kigali, in Ruanda, ha aperto il suo ristorante omonimo nel 2020, ma il suo intento è sempre stato qualcosa di più grande e rivoluzionario: creare un progetto che portasse un cambiamento nel modo di vedere, di vivere i piatti e le ricette africane.

Il primo passo è stato quello di creare la piattaforma digitale “Chefs in Africa”, che ad oggi collega oltre 4.000 aspiranti chef e professionisti della cucina del continente, una rete che offre opportunità di carriera e sviluppo delle proprie competenze.

L’anima della sua cucina è il frutto di una filosofia “africana” che, a differenza di quella europea, ha alla base la condivisione e non la competitività come concetto primario. Cucinare è per lui un’occasione di insegnamento per gli aspiranti chef che nel suo ristorante possono fare pratica dell’esperienza che Malonga ha accumulato nei suoi viaggi. Lo chef congolese spera che questo sia un modo per creare una futura “cucina africana” che possa competere con quella europea, portando alla ribalta piatti e ingredienti che stanno ancora troppo nell’ombra.

Mentre la cucina nordafricana, come quella marocchina ed egiziana sono da anni al centro dei riflettori gastronomici mondiali, alcuni piatti raffinati e gustosi di aree più remote non lo sono ancora: la Bbc ne cita alcuni in particolare: pesce persico del Nilo dell’Uganda, olio d’oliva algerino e peperoni penja del Camerun, prelibatezze che sono solo un assaggio di ciò che la cucina continentale africana è in grado di offrire.

Condividi

Altre letture correlate: