La crisi senza fine della Rdc, quasi sette milioni gli sfollati

di claudia

di Andrea Spinelli Barrile

Un numero record di 6,9 milioni di persone sono attualmente sfollate nella Repubblica democratica del Congo (Rdc), in particolare a causa della rinnovata violenza nell’est del Paese. Lo ha reso noto l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), che sottolinea una “grave mancanza” di aiuti umanitari.

Dall’inizio di ottobre i combattimenti si sono intensificati a nord di Goma, capoluogo della provincia del Nord Kivu, tra il gruppo dell’M23 da un lato, l’esercito della Rdc (Fardc) dall’altro e i cosiddetti gruppi armati “patriottici” a fare da ausiliari dell’esercito: “L’Oim sta intensificando i suoi sforzi per rispondere alla complessa e persistente crisi nella Rdc, poiché il numero di sfollati interni raggiunge i 6,9 milioni di persone in tutto il Paese, il numero più alto mai registrato”, indica l’organizzazione delle Nazioni Unite. “Con il conflitto in corso e l’escalation di violenza, la Rdc si trova ad affrontare una delle più grandi crisi umanitarie e di sfollamento interno al mondo”.

La rinascita, alla fine del 2021, dell’M23 (il nome ufficiale del gruppo armato è “Movimento 23 marzo”, gruppo sostenuto secondo numerose fonti dal vicino Ruanda), ha causato lo sfollamento di centinaia di migliaia di persone nel Nord Kivu e aggravato una crisi umanitaria quasi permanente nell’est Rdc da quasi 30 anni. Alla fine di ottobre, circa 5,6 milioni di sfollati della Rdc si erano stabiliti nelle province orientali del Nord Kivu, del Sud Kivu, dell’Ituri e del Tanganica: l’Oim ha detto che la violenza è la ragione principale di questi movimenti. Solo nel Nord Kivu, quasi un milione di residenti sono fuggiti dalle proprie case a causa dei combattimenti che hanno coinvolto la M23.

“Per decenni, il popolo congolese ha attraversato successive tempeste di crisi” ha detto Fabien Sambussy, capo della missione dell’Oim nella Rdc: l’est del Paese è tormentato da quasi 30 anni dalla violenza di numerosi gruppi armati, locali e stranieri, molti ereditati dalle guerre che hanno insanguinato la regione negli anni Novanta e Duemila. “L’ultima escalation del conflitto ha costretto più persone ad abbandonare le proprie case in un periodo di tempo molto breve, raramente visto in passato. Dobbiamo fornire urgentemente aiuti a coloro che ne hanno più bisogno”.

Secondo l’agenzia umanitaria delle Nazioni Unite, Ocha, quasi 200.000 persone sono fuggite dalle proprie case a causa dei combattimenti ripresi dal 1 ottobre nelle regioni di Rutshuru e Masisi, a nord di Goma. Più di due terzi degli sfollati nella Rdc vivono presso famiglie ospitanti.

L’Oim partecipa alla gestione di 78 campi nella Rdc, campi che ospitano circa 280.000 sfollati, e rafforza i servizi di salute mentale per le persone in disagio psicologico: “Ma molte più persone hanno urgente bisogno di aiuto per soddisfare i loro bisogni primari”. Ad oggi, l’organizzazione ha ricevuto solo 37 milioni di dollari dei 100 milioni richiesti per le operazioni nella Rdc: dal 1999 è presente nella Rdc una missione di mantenimento della pace, la Monusco, una delle missioni di questo tipo più grandi e costose al mondo, con un budget annuale di un miliardo di dollari. La missione Onu è molto impopolare nel Paese: il governo della Rdc chiede la partenza “accelerata” a partire dal prossimo dicembre della forza Onu, che accusa, dopo 25 anni di presenza, di non essere riuscita a porre fine alla violenza dei gruppi armati. 

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