Kenya – Sequestro Romano, polizia offre oltre 25mila euro per trovare i sospetti

di Marco Simoncelli

La polizia del Kenya ieri ha messo una taglia da un milione di scellini (circa 8.600 euro) su ognuno dei tre uomini ricercati per il sequestro della cooperante italiana Silvia Costanza Romano, secondo quanto riportato da Agenzia Nova. Si tratterebbe di Ibrahim Adam Omar, Yusuf Kuno Adan e Said Adan Abdi, tutti dichiarati armati e pericolosi. In una nota diffusa dai media locali, il capo della polizia keniana, Joseph Bonnet, invita “il pubblico ad informare la più vicina sede di polizia nel caso vengano riconosciute una o più delle persone indicate”.

Venerdì gli inquirenti hanno arrestato altre tre persone, facendo salire a 17 il numero di fermi finora effettuati in relazione al rapimento nelle aree di Chakama e Galana-Kulalu. Boinnet ha riferito che le tre persone arrestate “hanno fornito informazioni preziose per rintracciare e salvare la donna che è stata rapita” e si è detto “piuttosto ottimista” sulle possibilità di ritrovarla “nel più breve tempo possibile”. Il comandante della polizia costiera locale, Noah Mwivanda, è da parte sua convinto che Silvia Romano sia viva. “Non siamo lontani da dove devono essere” i rapitori, ha detto, “stiamo tirando le fila delle operazioni per assicurarci di arrestarli”.

Secondo quanto riportato sui media keniani, il rapimento sarebbe stato condotto da almeno cinque uomini armati, presumibilmente di origine somala, che avrebbero attaccato la casa per bambini in cui la cooperante lavorava vicino Malindi, chiedendo denaro e ferendo gravemente cinque persone, fra le quali un ragazzo di 12 anni. Stando a quanto riferito in precedenza da fonti della polizia keniota, sembra tramontata l’ipotesi che il sequestro sia opera del gruppo jihadista somalo al Shabaab e l’ipotesi più seguita è che si tratti di criminalità comune. Silvia Costanza Romano, milanese di 23 anni, era impegnata con l’Ong italiana Africa Milele ed era alla sua seconda esperienza come volontaria in Kenya. Ad agosto – come riporta la sua pagina Facebook – era in un orfanotrofio a Likoni, con la onlus Orfhan’s Dreams.

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