Kandang, tutta la musica del Senegal su una piattaforma

di Stefania Ragusa
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Anche in Senegal gli artisti e, in particolar modo, i musicisti hanno sofferto per le restrizioni imposte dalla pandemia. Per dare loro nuove opportunità, è stata lanciata sabato scorso la piattaforma Kandang, che mira a riunire e rendere più visibili artisti della musica attuale, come jazz, afrofusion, reggae, afrobeat, electro, spam. Kandang è un’espressione wolof che rimanda a un proverbio che dice più o meno “un braccialetto solo non tintinna”.

Lo scopo di Kandang è in primo luogo far tintinnare braccialetti che si rifanno a tradizioni musicali diverse dai “classici” mbalax, hip hop e rap. Come ha dichiarato il poliedrico artista Alibeta (nella foto) a RFI: «Ci sono altri tipi di musica – electro, afrofusion, slam… – che si stanno diffondendo a Dakar. È musica che si sente molto a livello internazionale, ma che qui non viene ascoltata molto. Forse perché non ci sono abbastanza trasmissioni radiofoniche che ne parlano. Forse perché ristoranti, bar, concerti dove può accadere di sentirla sono riservati a un’élite.  Per rendere visibile questa musica, è necessario innanzitutto riunirsi, federarsi».

La piattaforma propone una mappatura degli artisti e vuole avviare discussioni e riflessioni su temi caldi dell’industria musicale. In occasione della presentazione, ovviamente on line, si è parlato di coinvolgimento delle donne nella scena musicale, copyright, distribuzione e produzione digitale… 

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