«Il Sudan riconoscerà Israele»

di Enrico Casale
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Il Sudan normalizzerà le relazioni con Israele. A sostenerlo è il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump confermando le voci che da tempo giravano sul possibile avvicinamento tra Khartum e Tel Aviv. Questa mossa potrebbe infatti essere un ulteriore passo, dopo che il Sudan ha accettato di pagare un risarcimento alle vittime del terrorismo, per l’uscita del Paese africano dalla lista degli sponsor del terrorismo stilata degli Stati Uniti.

Il riconoscimento è una svolta storica perché il Sudan è da sempre un nemico storico di Israele, fin dal 1948 quando nacque lo Stato ebraico. La decisione arriva settimane dopo il riavvicinamento a Israele da parte degli Emirati arabi uniti e del Bahrain. I due Stati del Golfo sono stati i primi in Medio Oriente a riconoscere Israele da 26 anni a questa parte. Nel 1994, la Giordania aveva firmato un accordo di pace con Israele preceduta dall’Egitto (1979). La Mauritania, membro della Lega Araba Africana, aveva riconosciuto Tel Aviv nel 2009, ma aveva poi interrotto i legami 10 anni dopo.

Questa formalizzazione delle relazioni con Israele è condannata dai palestinesi, che vedono questa mossa come un tradimento della loro causa. Storicamente, i Paesi arabi hanno affiancato i palestinesi nei colloqui di pace con Israele appoggiandoli sul tema dei territori occupati nella guerra del 1967 e sulla creazione di uno Stato palestinese con Gerusalemme Est come capitale.

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