Trump: «Sudan, stop alle sanzioni USA»

di Diego Fiore
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«Il governo del Sudan – che sta compiendo enormi progressi – ha accettato di pagare 335 milioni di dollari agli Stati Uniti per i familiari delle vittime del terrorismo. Giustizia per il popolo americano e un grande passo avanti per il Sudan». Questo ha scritto poche ore fa Trump su Twitter, sottolineando come questa decisione permetterà al Paese africano di essere finalmente rimosso dalla lista dei Paesi sponsor del terrorismo.

Intanto il procuratore della Corte penale internazionale (CPI) Fatou Bensouda si è recato a Khartoum, capitale del Sudan, per tentare di convincere il governo di transizione a consegnargli l’ex presidente sudanese Omar al-Bashir e altri ex ufficiali di spicco ricercati per crimini di guerra e genocidio nel Darfur. Bensouda sta cercando anche la cooperazione del Sudan per processare il comandante sudanese Ali Kushayb, che si è arreso alla CPI a giugno e dovrebbe andare a processo all’Aia. Il primo ministro sudanese Abdalla Hamdok ha fatto sapere di essere pronto a collaborare con il procuratore. «Questa visita è una testimonianza della riforma totale del nuovo Sudan», ha detto Hamdok, subentrato a Omar al-Bashir, che si trova in carcere a Khartoum. La CPI vorrebbere renderlo in custodia per istruire un processo con le accuse di crimini contro l’umanità e genocidio. La guerra civile in Darfur, nella quale è implicato l’ex presidente sudanese, ha provocato 300mila vittime e lo sfollamento di 2,5 milioni di civili. Bashir è stato deposto dopo le proteste di massa scoppiate in tutto il Paese nel 2018.

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