I poster di Emeka Ogboh per riportare a casa i bronzi del Benin

di Stefania Ragusa
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L’artista nigeriano Emeka Ogboh ha lanciato una campagna di informazione e sensibilizzazione sulla restituzione alla Nigeria dei bronzi del Regno del Benin, trafugati e portati in Europa dopo l’assalto alla città di Edo (oggi Benin City) da parte dell’esercito britannico nel 1897.
Ogboh, che è un artista molto quotato e conosciuto soprattutto per le sue sculture sonore, ha realizzato dei poster – ora esposti al pubblico a Dresda e nelle città vicine – che mostrano i bronzi attualmente in possesso del Museum für Völkerkunde di Dresda. Sui poster si può leggere la scrittura in tedesco “smarriti in Benin”. Il museo possiede oggi cinque bronzi del Benin acquistati a Londra tra il 1899 e il 1904.
«Il dialogo sulla riparazione fino ad oggi si è rivelato inefficace sul piano della restituzione e questi manufatti non sono ancora tornati nella loro casa originaria, in Nigeria», ha dichiarato Ogboh alla stampa. La campagna nasce da «un senso di impazienza e necessità» e mira «a inquadrare il discorso ancora troppo statico e stagnante che circonda le riparazioni coloniali».
Le collezioni d’arte statali di Dresda fanno parte del circuito denominato Benin Dialogue Group, che include anche il British Museum e il Museo etnologico di Berlino. I musei del gruppo si sono impegnati a “contribuire con le loro collezioni a rotazione” al futuro Museo Reale a Benin City, la cui costruzione dovrebbe essere avviata nel corso di quest’anno e che è stato progettato dall’architetto origine ghanese David Adjaye. Per la realizzazione del museo sono state stanziate somme ingenti ed è stato previsto un grande battage pubblicitario, ma nessuno si è finora impegnato a fissare un calendario per il rimpatrio permanente delle sculture saccheggiate.
L’ambasciatore nigeriano in Germania, Yusuf Maitama Tuggar, ha scritto alla cancelliera Angela Merkel nel 2019 chiedendo la restituzione da parte dei musei tedeschi delle opere d’arte culturali saccheggiate dal Regno del Benin. La Germania, a suo avviso, farebbe un passo «degno di emulazione verso la guarigione del tragico trauma del colonialismo facilitando la restituzione di questi artefatti».
Léontine Meijer-van Mensch, direttrice dei musei della cultura mondiale a Lipsia, Dresda e Herrnhut, afferma che le discussioni con l’ambasciata nigeriana a Berlino sono in corso da più di un anno «per concordare congiuntamente i possibili passi». L’ambasciata ha messo il museo in contatto con Ogboh, a cui Meijer-van Mensch dice di «essere grata per il suo impegno nella sensibilizzazione e per avere espresso con chiarezza ciò che è in gioco con questi oggetti».

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