Echi di viaggio

di Matteo Merletto
libri

Per via dello spazio, sempre tiranno in qualsiasi pubblicazione, presentare tutti i libri che la rivista riceve non è possibile. Ci sono però anche opere “minori” di cui va ogni tanto segnalata l’esistenza. Parliamo degli echi che semplici visitatori di un angolo d’Africa custodiscono in cuore e che memorizzano su carta stampata: per sé e per farne parte con altri, per aggiungere un contributo all’avvento di un mondo di più ponti e meno muri. Le forme letterarie con cui ciò viene fatto possono essere le più diverse.

La testimonianza di un effettivo e pluridecennale “aiutamoli a casa loro” ci viene da Giuseppe Ragogna. L’ex vicedirettore di un quotidiano regionale friulano mette il suo mestiere a servizio di un Viaggio in Kenya nel cuore del volontariato: è questo il sottotitolo di Un soffio di umanità (Edizioni L’Omino Rosso, 2018, pp. 112 con inserto fotografico, € 10). Dal Mukuru, uno slum di Nairobi (e infatti non manca qualche citazione di Alex Zanotelli), a Nyeri e fino alla contea di Laikipia, Ragogna incontra missionari, preti e laici soprattutto friulani – tra loro spicca padre Romano Filippi, in Kenya dal 1971, detto “il prete del tubo” per l’impulso dato alla rete idrica – e anche alcune religiose locali.

In contesto di volontariato – l’inaugurazione di una scuola montessoriana in un villaggio etiopico, sostenuta da una onlus abruzzese – è anche il viaggio di Federica Fusco. Ancora una giornalista, che però sceglie una scrittura autoriale molto “giovane” e spigliata, quando non spiazzante, dichiarando fin da subito di mescolare alla realtà fattuale una “realtà” immaginata: una chiave che può attrarre chi di per sé non sarebbe calamitato dal tema. Già il titolo è… Dove volano gli asini (Edizioni Il Viandante, 2018, pp. 96, con inserto foto, € 12).

Più all’interno del genere della novella – ma anche qui traspare un’esperienza di viaggio – è Spegnere il buio di Teresio Asola (Eretica Edizioni, pp. 84, € 13). Il protagonista, un timido esperto piemontese di soluzioni energetiche «pulite», va per la prima volta in Africa – anzi, gli precisa il tassista: «Ma signore, qui non siamo in Africa. L’Africa è un’altra cosa, noi siamo nell’Oceano Indiano». Mentre tenta di proporre il know-how della sua azienda alle autorità locali in connessione con un progetto Onu – per «debellare il buio» – ha un primo contatto con la vera realtà di Antananarivo e dintorni.

(Pier Maria Mazzola)

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