Covid-19, seconda ondata in Somalia

di Enrico Casale
covid in somalia
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La seconda ondata della pandemia Covid-19 sta colpendo duramente la Somalia. Il già fragile sistema sanitario della nazione dell’Africa orientale è in questi giorni alle prese con un picco di nuove infezioni quotidiane che alcune autorità ospedaliere ritengono sia dovuto al nuovo ceppo di coronavirus.

Mahad Mohamed Ibrahim, figlio di una persona recentemente scomparsa per complicazioni legate al Covid-19, ha detto al sito Africanews.com: «Il coronavirus è arrivato a Mogadiscio, abbiamo bisogno di qualcuno che lo fermi e ci dia medicine che ci proteggano. Mia madre è morta e ci saranno presto tante altre persone che avranno perso i genitori».

Gli operatori sanitari del Martini Hospital di Mogadiscio, l’unico centro di isolamento virale della capitale, stanno lavorando instancabilmente per salvare vite umane. Tuttavia, le voci circolanti e l’ansia dilagante tendono a evidenziare molte più morti di quante in realtà ci siano.

Il dottor Sadaq Adan Hussein, vicedirettore del Martini Hospital, si dice preoccupato per la disinformazione generale. «Ci sono alcune voci sui social media che riportano un numero di morti molto più alta per il virus, penso che ci siano ragioni politiche ed è impossibile che perdiamo 200 persone in una notte nei nostri ospedali (come viene detto sui social media), la verità è che nelle ultime tre settimane abbiamo perso circa 50 persone».

I dati sono però preoccupanti. Attualmente, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, nel Paese si sono registrati 6.700 casi e 223 morti a causa del coronavirus. Le dosi del vaccino anti Covid-19 dovrebbero iniziare ad arrivare in Somalia il prossimo mese.

In settimana, i media locali hanno diffuso la voce che anche il ministro degli Esteri somalo, Mohamed Abdirazak, fosse positivo al covid-19. Notizia poi confermato dallo stesso ministro. «Sono risultato positivo al covid-19 al mio arrivo in Burundi e ora sono al mio ottavo giorno di quarantena», ha precisato, esprimendo quindi preoccupazione per il crescente numero di contagi registrato a Mogadiscio, e invitando a rispettare le norme.

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