Camerun | Nel 2019, 275 vittime di Boko Haram

di Enrico Casale
boko haram
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Nel 2019, i militanti di Boko Haram hanno ucciso almeno 275 persone nella regione del Nord-Est del Camerun. A denunciarlo è Amnesty International. Nonostante il governo di Abuja continui a sostenere che le attività militari dei miliziani siano calate, secondo l’organizzazione internazionale i combattimenti continuano e l’80% delle vittime tra gennaio e novembre sono state civili.

«Le persone dell’estremo Nord del Camerun vivono nel terrore – ha affermato Samira Daoud, direttore regionale ad interim dell’Amnesty International per l’Africa occidentale e centrale -. Molti hanno assistito ad attacchi di Boko Haram e hanno perso familiari o amici. Non chiedono più se ci saranno ulteriori attacchi, ma quando questi avranno luogo: si sentono completamente abbandonati dalle autorità».

L’insurrezione di Boko Haram è iniziata nel Nord-Est della Nigeria una decina di anni fa e si è allargata oltre i confini investendo Camerun, Niger e Ciad. Il gruppo ha ucciso centinaia di persone e ha costretto milioni di persone a emigrare dando vita a una delle più grandi crisi umanitarie al mondo.

Amnesty International ha dichiarato di aver intervistato molte donne nel Camerun settentrionale che erano state anche rapite da Boko Haram e che in seguito erano fuggite. Hanno raccontato di essere state costrette a convertirsi all’Islam a rischio di morte. «È stato detto loro che i villaggi potevano vivere in pace se tutti gli abitanti fossero passati alla fede islamica», ha detto Amnesty, citando due donne che erano riuscite a scappare a luglio.

Negli ultimi anni alcuni combattenti di Boko Haram hanno giurato fedeltà allo Stato islamico divenendone una delle filiali in Africa occidentale. Amnesty ha affermato che l’esplosione di violenza nel Camerun settentrionale arriva dopo che il presidente Paul Biya ha definito il gruppo «una minaccia residua». Non vi è stato alcun commento immediato da parte del governo, sebbene in passato abbia criticato fortemente le relazioni dei gruppi internazionali per i diritti umani.

Paul Biya, al potere dal 1982, sta affrontando non solo la violenza estremista islamica nel Nord del Camerun, ma anche gli attacchi dei separatisti nelle province di lingua inglese del Paese. Quasi 3.000 persone sono morte dal 2017 in combattimenti in quelle regioni in cui i separatisti di lingua inglese affermano di essere stati emarginati dal governo federale.

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