Uganda, perseguitati i sostenitori di Bobi Wine

di Enrico Casale
bobi wine
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Una quarantina di sostenitori della National Unity Platform (Nup) sono stati arrestati e rinviati a giudizio per aver organizzato raduni illegali e perché indossavano berretti militari.

L’accusa sostiene che il 14 ottobre a Kamwokya, nel distretto di Kampala, i sospetti, che non sono persone in servizio in nessuna delle forze armate, sono stati trovati mentre indossavano o erano in possesso di uniformi o abiti simili a quelli dei militari. Questo raid della polizia è avvenuto nonostante il procuratore generale William Byaruhanga, in una lettera al ministro degli Affari interni del 26 aprile 2019, ha sottolineato che non esiste alcuna legge per impedire alle persone di indossare berretti o uniformi dell’esercito.

In realtà, il basco rosso è il simbolo di Bobi Wine, il leader del Nup e uno degli oppositori più agguerriti del presidente Yoweri Museveni. Proprio Bobi Wine (nome d’arte di Robert Kyagulanyi) e altri leader del partito sarebbero stati presenti all’incontro, ma sarebbero riusciti a fuggire prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

La repressione dell’opposizione si sta facendo sempre più dura in vista delle elezioni presidenziali che si terranno a febbraio 2021. Bobi Wine, 38 anni, è diventata una figura popolare tra i giovani in un Paese in cui l’età media è inferiore ai 16 anni. Bobi, soprannominato «il presidente del ghetto», ha annunciato lo scorso anno che sfiderà Museveni nelle elezioni presidenziali del 2021. Ma da quando è diventato parlamentare nel 2017, è stato regolarmente arrestato e messo agli arresti domiciliari, i suoi concerti sono stati banditi, le manifestazioni pubbliche sono state disperse con gas lacrimogeni e i suoi sostenitori perseguitati.

Museveni, al potere dal 1986, è uno dei governanti africani più longevi e ha modificato la Costituzione per poter correre per la sesta volta nel 2021.

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