Senegal: Sonko, dopo notte di violenze oggi manifestazione a Dakar

di Valentina Milani
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Dopo l’arresto di Ousmane Sonko, violenze e saccheggi sono andati avanti per tutta la giornata di ieri e buona parte della notte. Dopo avere attaccato e saccheggiato i supermercati Auchan e incendiato la Vdn, la strada a scorrimento veloce che collega il centro con la periferia nord di Dakar, i manifestanti hanno attaccato la stampa, in particolare la sede di Radio Futurs Médias (Rfm) e del quotidiano Le Soleil, testate considerate filogovernative. Scontri e violenze sono stati registrati anche in Casamance, regione di provenienza di Sonko, a Kaolack e in altri centri urbani.

Il bilancio di questi due giorni di violenza è di due morti e oltre cento feriti. Dopo Cheikh Ibrahima Coly a Bignona (30 km a nord di Ziguinchor), un altro giovane di nome Baye Cheikh Diop ha perso la vita ieri sera a Yeumbeul, nei sobborghi di Dakar. Secondo quanto riferito da fonti locali, il giovane è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco durante l’attacco a una stazione di rifornimento Total. Era un apprendista meccanico. 

Per questo pomeriggio è stata convocata una manifestazione a Dakar a Place de la Nation, e c’è grande preoccupazione per quello che potrebbe accadere. Il Fronte di resistenza nazionale (Frn) che raggruppa i partiti di opposizione ha invitato tutti i suoi sostenitori a partecipare alla “mobilitazione pacifica”, sottolineando che l’eventuale coinvolgimento dell’esercito senegalese disposto ieri dal governatore di Dakar potrebbe avere conseguenze molto gravi. La manifestazione è stata convocata in violazione con le disposizioni attualmente in vigore per contrastare e prevenire il contagio da covid-19.

Nel frattempo si è saputo che il giudice dell’8° gabinetto che stava seguendo il caso Sonko ha lasciato il suo incarico “per ragioni famigliari”. Il caso è passato al decano del tribunale, Samba Sall che ha convocato Sonko per oggi e, secondo alcune voci, potrebbe pronunciarsi in tempi molto brevi rispetto al reato di stupro e minacce di morte contestato al leader del Pastef.

Sono state bloccate le emissioni di tre televisioni: Sen Tv, Walf Tv, 2S Tv. Il Conseil National de Regulation de l’Audiovisuel, l’organismo incaricato di vigilare sulle trasmissioni radio e tv, ha ordinato alle tre emittenti, che avrebbero trasmesso messaggi di incitazione alla protesta, una sospensione di 72 ore a partire da ieri.

Il governo, con una comunicazione ufficiale, ha condannato le azioni violente, i furti e i danni a beni pubblici e privati, espresso le condoglianze alla famiglia di Cheick Ibrahima Coly, il giovane morto ieri a Bignona che, secondo le ultime ricostruzioni, non era tra i manifestanti, e assicurato che “continuerà a prendere tutte le disposizioni necessarie al mantenimento dell’ordine pubblico”.

Da più parti si auspica un intervento delle autorità religiose di Touba, la città di riferimento della Muridiyya, e di Tivaouane, la città di riferimento della Tijaniyya, le principali e influenti confraternite religiose del Paese.

(Stefania Ragusa)

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