Senegal, tragedia del mare e della migrazione

di Stefania Ragusa
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Tristezza e costernazione nel quartiere Pikine di Saint-Louis, l’antica capitale dell’AOF (Africa Occidentale Francese) e poi del Senegal. Una piroga carica di aspiranti migranti diretti in Spagna è esplosa, all’altezza della città di Mbour, per ragioni ancora non chiare, e più di venti giovani che erano a bordo, quasi tutti originari di Pikine, avrebbero perso la vita. Per il momento sono già stati identificati solo sette corpi e le ricerche continuano.
L’imbarcazione conteneva 200 persone. Circa 50 sono state tratte in salvo dalla barca Anambé e dalla motovedetta Ferlo della marina nazionale senegalese. Il presidente Macky Sall ha fatto le condoglianze alle famiglie in lutto e ha dichiarato che «tutte le misure possibili saranno adottate per sostenerle di fronte a questa dura prova».

La testata Dakaractu ha raccolto la testimonianza di un sopravvissuto, Dame Mbengue: «Sono uno dei migranti che si è imbarcato giovedì scorso, a bordo di una canoa a Mbour Téfess, per raggiungere la Spagna. Un amico mi ha regalato il biglietto gratuitamente. Quando sono iniziati i problemi meccanici in mare, dormivo. Sono stati i miei compagni a svegliarmi. A un certo punto il motore ha preso fuoco. L’equipaggio sembrava essere riuscito a controllare le fiamme. Ma qualcuna deve avere raggiunto le taniche di benzina. C’è stata una potente esplosione. Sono saltato in piedi per tuffarmi in mare, ho afferrato una lattina che galleggiava nell’acqua. Sono stato salvato dai barcaioli che erano in zona. Ci hanno caricati sulla loro canoa e ci hanno portato alla spiaggia di Yarakh, a Dakar. Eravamo sette sopravvissuti. La nostra destinazione finale era la Spagna. Se ne avrò l’opportunità, tornerò a imbarcarmi».

Le partenze in piroga dal Senegal verso l’Europa (in particolare le isole Canarie), fenomeno ribattezzato anche Barça ou barsax, che vuol dire letteralmente o Barcelona o morte, sono ricominciate con grande intensità in queste ultime settimane. Nel solo mese di ottobre la gendarmeria nazionale avrebbe già intercettato e fermato più di 400 persone.

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