Diga sul Nilo, ripartono i negoziati

di Diego Fiore
diga sul nilo
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Sudan, Egitto ed Etiopia hanno programmato un incontro per domani per riprendere i negoziati sulla diga nota come Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD) dopo che i colloqui si sono interrotti per tre mesi. Lo ha annunciato il ministero dell’Irrigazione sudanese. Il progetto, lanciato nel 2011 dall’Etiopia, sta provocando tensioni in particolare con l’Egitto, Paese di oltre 100 milioni di abitanti che dipende per il 97% dal Nilo per l’approvvigionamento di acqua. I ministeri degli Esteri e dell’Irrigazione dei tre Paesi devono incontrarsi in videoconferenza per riprendere i negoziati tripartiti su invito del Sudafrica.

Il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa ha salutato con favore questa iniziativa che «indica una forte volontà politica e un impegno da parte di tutti a favore di una risoluzione pacifica e amichevole del caso», riporta l’account Twitter dell’Unione africana. Le discussioni erano state sospese da agosto a causa di persistenti disaccordi tra le parti. Il principale ostacolo riguarda le modalità di riempimento dell’invaso della diga. L’Etiopia ha annunciato il 21 luglio di aver raggiunto l’obiettivo di riempimento per il primo anno. Le tensioni si erano acuite in modo senza precedenti quest’estate, poiché l’Egitto aveva indirizzato le sue lamentele sull’impianto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Il Cairo e Khartoum vogliono un accordo sulla gestione della diga. Addis Abeba, che considera il progetto essenziale per il suo sviluppo, è riluttante a farlo.

Oltre alla sponsorizzazione dell’Ua, i colloqui sono monitorati anche dall’Unione Europea, dal Fondo Monetario Internazionale, dagli Stati Uniti e dalla Banca Mondiale. Il Nilo, che scorre per circa 6.000 chilometri, è una fonte essenziale di acqua ed elettricità per una dozzina di Paesi dell’Africa orientale. A margine dell’annuncio a Washington di un accordo per normalizzare le relazioni tra Israele e Sudan, venerdì il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha parlato del rischio che l’Egitto distrugga la diga, facendo arrabbiare l’Etiopia. «È una situazione molto pericolosa (…). Gli egiziani alla fine faranno saltare in aria la diga. Lo dico forte e chiaro: faranno saltare in aria questa diga», ha detto Trump ai giornalisti.

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