Scopriamo l’Africa, laboratori per bambini

di Valentina Milani

Proseguono gli appuntamenti di ‘Scopriamo l’Africa’, il ciclo di laboratori volto a far conoscere ai più piccoli il continente africano rompendo stereotipi e luoghi comuni al fine di crescere generazioni più consapevoli.

Acqua bene prezioso: tra giochi d’acqua e piroghe senegalesi” è il titolo del secondo incontro che si svolgerà il 16 febbraio alla Biblioteca Il Quadrato di Baranzate a partire dalle 10.30. Si parlerà del valore dell’acqua e dell’importanza di non sprecarla per poi riflettere sul significato del nome ‘Senegal’ che, derivante dal wolof Sunu gaal, vuol dire “la nostra piroga”.

Filo conduttore di tutti gli incontri (con ingresso gratuito fino a esaurimento posti) saranno infatti i quattro elementi naturali, tema culturale dell’anno 2019. Il ciclo di laboratori, iniziato il 19 gennaio con “Aria di musica e ritmi d’Africa: costruiamo il nostro tamburello”, continuerà il 16 marzo (“Conosciamo Alberi e frutti e mangiamo insieme!) e il 13 aprile (“Tessuti e colori fiammanti: vestiamoci e danziamo tutti insieme!”). Questi laboratori avranno sempre luogo presso la Biblioteca di Baranzate alle 10.30.

Sabato 23 febbraio, invece, sarà l’associazione Spazio Mondi Migranti di Parabiago ad ospitare l’iniziativa. Durante il laboratorio, i bambini avranno l’occasione di visionare foto e video, costruire il proprio giocattolo tamburello attraverso materiali di recupero, toccare e odorare oggetti, indossare abiti senegalesi, simulare situazioni di vita locale.

«I partecipanti comprenderanno che in Africa la gente non vive solo nelle capanne e che non si sposta solo a piedi o sui cammelli. Scopriranno che in Africa si parlano tantissimi idiomi locali che non sono dialetti e che un africano medio parla oggi 3 o 4 lingue. Capiranno che se i bambini giocano scalzi è perchè lo fanno in quartieri sabbiosi e non per forza perchè sono poveri», spiega Luciana De Michele, educatrice e giornalista che ha vissuto per diversi anni in Senegal e che terrà i laboratori con i bimbi con l’intento di far riflettere sul concetto di ‘diverso’.

Luciana racconta: «Quando mi trovavo in qualche sperduta periferia urbana o villaggio rurale del Senegal non di rado accadeva che bambini molto piccoli scoppiassero a piangere terrorizzati dopo avermi visto. Lì ero io la ‘straniera’, ‘la diversa’: categorie culturali che quei bimbi non potevano ancora avere interiorizzato ma che si palesavano vivamente e visivamente ai loro occhi attraverso il così diverso colore della mia pelle rispetto a quello dei propri genitori e delle persone che avevano da sempre visto intorno a sé. Le loro sorelline e fratellini appena più grandi però, prendevano quell’incontro all’inizio con un po’ di sorpresa e scetticismo ma poi con apertura e curiosità. Ben presto, quei bimbi si sarebbero abituati, soprattutto nelle città, nel proprio quartiere e nelle loro scuole, a convivere, come in tutto il continente, in un melting pot di popolazioni con culture e tradizioni differenti».

«Oggi il continente africano è sempre più vicino a noi e ci riguarderà sempre di più per motivi demografici, sociali ed economici. Se noi abbiamo frequentato classi in cui lo straniero era l’eccezione, oggi nelle scuole italiane la metà se non i due terzi dei bambini sono stranieri o di origine straniera. Tanto vale allora, per i nostri bimbi, iniziare a conoscersi meglio il prima possibile nelle proprie diverse culture», prosegue Luciana.

Da questa consapevolezza, dalle conoscenze ed esperienze acquisite sul campo e grazie ai materiali (foto, video, oggetti, vestiti) portati dal Senagal, è nata così l’idea della realizzazione di laboratori didattici interattivi per bambini e ragazzi rivolti a scuole, biblioteche, associazioni, cooperative e centri giovanili. L’obiettivo è quello di fornire, per quanto in modo parziale, un minimo di informazione reale sul continente africano, superando i clichés ad esso attribuiti in modo creativo e divertente.

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