Sciopero della fame per i migranti “invisibili”. La protesta di Aboukabar Soumahoro

di Marco Trovato
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ULTIM’ORA – Nella stessa giornata di ieri, Aboubakar Soumahoro è stato ricevuto dal presidente del consiglio Giuseppe Conte insieme al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e alla ministra del Lavoro Nunzia Catalfo. In un breve video da lui stesso diffuso, Soumahoro si è mostrato soddisfatto dell’incontro. In particolare, riferendosi alle sue tre richieste (vedi sotto): 1) riguardo alla “patente del cibo” proposta dal sindacalista in ordine a una riforma della filiera agricola, «il presidente ha trovato che è una bellissima idea»; 2) sul Piano Lavoro «ci è stato chiesto di elaborare delle proposte, cosa che noi faremo, con il contributo di ognuna e ognuno di voi»; 3) quanto all’immigrazione, Conte ha detto che «la modifica dei decreti sicurezza fa parte dell’accordo di governo, quindi è all’ordine del giorno e che lui interesserà il governo su una regolarizzazione di tutti gli invisibili, con un permesso legato all’emergenza sanitaria, convertibile per l’attività lavorativa».


Aboubakar Soumahoro, 40 anni, leader sindacale dei braccianti del Mezzogiorno, è da questa mattina incatenato davanti a Villa Pamphilj a Roma, dove sono in corso gli Stati Generali. «Oggi, inizio lo sciopero della fame e mi incateno, finché il governo non ascolterà il grido di dolore di noi invisibili e di tutti gli esclusi. Rimarrò qui finché il governo non ci darà risposte chiare su 3 punti: (1) Riforma della filiera agricola; (2) Varo di un Piano Nazionale Emergenza Lavoro; (3) Cambio delle politiche migratorie», proclama Soumahoro nel suo video-appello con cui esorta gli attivisti a mobilitarsi: «Non lasciateci soli in questa battaglia, ma portateci la vostra solidarietà, le vostre sofferenze e i vostri sogni». Il sindacalista dei nuovi schiavi. italo-ivoriano, laureato in sociologia, qui intervistato dalla nostra rivista, è da anni impegnato in prima fila nella battaglia dei diritti dei braccianti utilizzati nella raccolta dei pomodori nel Sud Italia, e degli immigrati irregolari “criminalizzati” da leggi tuttora in vigore. La clamorosa protesta arriva a poche settimane dalle lacrime di commozione versate dalla ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova, ex bracciante sfruttata dai caporali,  durante l’annuncio di una riforma, molto criticata da sindacati e associazioni pro migranti, che, stando ai proclami del governo, dovrebbe fare emergere dall’illegalità e dallo sfruttamento migliaia di braccianti. #nonsonoinvisibile

(video tratto da YouTube – canale Pupia News)

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