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Pubblicato il 18 Gen 2018 in Buongiorno Africa, NEWS

Questione Nilo: parole concilianti tra Etiopia ed Egitto, ma il contrasto resta aperto

Questione Nilo: parole concilianti tra Etiopia ed Egitto, ma il contrasto resta aperto

“Abbiamo concordato sul fatto che il Nilo non può essere considerato un motivo di crisi o di conflitto. Il fiume deve essere fonte di vita, non di conflitto”. Si è conclusa con questo impegno la conferenza stampa congiunta di Al Sisi e Dessalegn. Dunque un impegno a non far precipitare i contrasti sulla questione delle acque del Nilo che interessa tutti i paesi del suo bacino, ma soprattutto l’Etiopia, dove nasce il Nilo Azzurro, e l’Egitto che storicamente è il paese che maggiormente vive dell’utilizzo delle sue acque.

Il problema è sorto con la costruzione in Etiopia della grande diga della rinascita, un passaggio fondamentale per lo sviluppo di un paese, L’Etiopia, con una crescita dell’otto per cento e un mercato di quasoi cento milioni di abitanti. L’Egitto, che ci siano al potere i faraoni, i fratelli musulmani o i militari non può rinunciare a nulla della poderosa portata d’acqua del Nilo che da sempre è la vita per un paese quasi completamente immerso nel deserto. La costruzione della Diga della rinascita in Etiopia inevitabilmente modificherà la portata d’acqua.

Il problema è tutto qui, tra Etiopia ed Egitto. Gli altri paesi del bacino del Nilo – Ruanda, Kenya, Burundi, Uganda, Sud Sudan sono quasi delle comparse, a parte il Sudan del nord del presidente Omar Al Bachir che utilizza una serie di sbarramenti ma che può contare sul fatto che a Khartoum, il Nilo Azzurro, proveniente dall’Etiopia, si incontra con il Nilo Bianco che nasce nella regione dei Grandi Laghi e di conseguenza raddoppia quasi la sua portata.

L’incontro del Cairo avviene dopo che un nuovo ciclo di colloqui sugli impatti della Diga della Rinascita è fallito dopo che Addis Abeba ha respinto la relazione richiesta a due società di consulenza francesi ermavano che la Diga non avrebbe avuto nessun impatto sulla portata d’acqua a valle.

Ora i due paesi, con questo incontro, hanno affermato di non volersi fare la guerra ma di essere intenzionati a cercare una soluzione pacifica. Di fatto tutto ciò accade mentre l’Egitto ha inviato in Eritrea, paese nemico dell’Etiopia nel Corno d’Africa, ingenti quantità di armi, blindati e missili.

Ufficialmente il motivo è il riposizionamento eritreo nel conflitto tra Arabia Saudita e Qatar, ma viene difficile pensare che questa mossa non sia anche una tentativo di pressione sul regime di Addis Abeba.

(Raffaele Masto – Buongiorno Africa)