Nigeria – Esercito accusa di spionaggio l’Unicef nel Nord Est

di Marco Simoncelli
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L’esercito nigeriano ha revocato il divieto all’Unicef di lavorare nel Nord Este del Paese appena qualche ora dopo aver accusato lo staff dell’agenzia dell’Onu di fare spionaggio per il gruppo estremista islamico nigeriano Boko Haram.

Come riportato dall’emittente Al Jazeera, venerdì, infatti, l’esercito aveva accusato l’Unicef di aver spinto diverse persone ad accusare i militari di aver compiuto abusi sulla popolazione con l’intento di sabotare le operazioni per sedare il gruppo terrorista. “L’Unicef addestra e supporta clandestinamente spie che supportano gli insorti e i loro simpatizzanti” aveva affermato il portavoce dell’esercito Onyema Nwachukwu, concludendo che le operazioni dell’agenzia sarebbero state sospese per tre mesi.

Dopo un incontro tra ufficiali militari e rappresentanti dell’agenzia avvenuto venerdì, è stato annunciato il dietrofront sul divieto, mal’agenzia è stata invitata a condividere le informazioni riguardanti la preparazione dello staff sul campo e a “desistere dallo svolgere attività ostili contro la sicurezza nazionale della Nigeria e che sabotino le operazioni militari”.

C’è stato un precedente. Secondo indiscrezioni raccolte dalla Reuters in aprile alcuni soldati nigeriani erano stati accusati di abusi sessuali su minori dallo staff dell’Unicef e tre membri dell’agenzia sono stati dichiarati “persone non grate”dai militari.

Va inoltre ricordato che l’esercito nigeriano ha già mostrato ostilità contro i media che riportano notizie sugli attacchi e le azioni militari nella zona, e anche minacciato azioni legali contro le organizzazioni che pubblicano bollettini sulle vittime non ufficiali. L’esercito ha anche negato i rapporti di organizzazioni come Amnesty International che accusano le truppe di violazioni dei diritti umani e crimini di guerra ai danni della popolazione nella lotta contro i terroristi.

Il gruppo Boko Haram e alcune sue fazioni sono attivi nel nord della Nigeria da ormai dieci anni e le loro azioni di guerriglia, oltre agli attentatati suicidi, hanno provocato quasi 30mila vittime e più di un milione di sfollati che ora dipendono da aiuti umanitari in tutta la regione attorno al Lago Ciad. Il gruppo estremista islamico è stato molto indebolito dalle operazioni dell’esercito nigeriano e di una forza militare regionale congiunta nella regione, ma dopo essere stato dichiarato più volte “tecnicamente sconfitto” continua a compiere attacchi e azioni kamikaze.

Il presidente nigeriano Muhammadu Buhari, è salito al potere nel 2015 promettendo di sconfiggere per sempre Boko Haram, e anche per questo è sotto pressione in vista delle prossime elezioni previste in febbraio in cui si è ricandidato per un secondo mandato.

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