Niger, vietata manifestazione pro democrazia e pro Bazoum

di claudia

Le autorità della città di Niamey hanno vietato, tramite decreto, la manifestazione organizzata dal Fronte per la Cittadinanza Responsabile (Fcr) a Niamey prevista in un primo tempo per domani, 25 novembre, in difesa della democrazia e dello stato di diritto, e per la liberazione del presidente deposto Mohamed Bazoum. Secondo il decreto, la decisione del presidente del consiglio comunale di Niamey è motivata da ragioni di sicurezza, rischi di infiltrazioni e rischi di disordini dell’ordine pubblico.

Dopo il colpo di Stato del 26 luglio, nessuna manifestazione di questo tipo è stata autorizzata dalle autorità locali, ricorda il giornale Aïr Info. Il 13 agosto, una marcia a sostegno del deposto presidente Bazoum è stata interrotta a Niamey da elementi delle forze di difesa e di sicurezza che hanno effettuato anche diversi arresti tra i manifestanti. 

Nel frattempo ieri a Bruxelles il Parlamento europeo si è espresso con una risoluzione adotta ieri: “condanna fermamente il colpo di stato militare del 26 luglio 2023 e chiede il rilascio immediato e incondizionato del presidente nigerino democraticamente eletto Mohammed Bazoum, della sua famiglia e di tutte le persone detenute arbitrariamente”.

I deputati chiedono l’annullamento delle accuse contro il presidente Bazoum e il ripristino dell’ordine costituzionale nigerino. Mentre esortano la giunta militare del Niger a rispettare i diritti umani e a garantire la libertà di espressione e la libertà dei media, i deputati chiedono che gli Stati membri attuino sanzioni contro i suoi leader.

Inoltre, accolgono con favore la sospensione del sostegno al bilancio e della cooperazione in materia di sicurezza, nonché delle sanzioni economiche imposte dalla Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Ecowas), pur continuando gli aiuti umanitari.

La risoluzione esprime le preoccupazioni dei deputati sulla situazione della sicurezza e dei diritti umani in Niger e nella regione e ritiene che le minacce alla stabilità regionale e alla democrazia siano dovute al terrorismo e ai tentativi della Russia di aumentare la propria presenza nel Sahel. Il testo è adottato per alzata di mano. 

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