Mozambico, è allarme sicurezza alimentare

di Diego Fiore
Capo Delgado
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Decine di migliaia di persone sono state private di qualsiasi aiuto umanitario nel nord del Mozambico, a causa dell’intensificarsi dell’insurrezione jihadista che da tre anni affligge questa regione. Lo ha riferito il direttore regionale del Programma alimentare mondiale (Pam). L’insicurezza alimentare sta diventando «particolarmente preoccupante», ha spiegato Lola Castro durante una conferenza stampa a Johannesburg, specificando che dei 250mila sfollati nella regione solo 180mila potrebbero essere aiutati da Ong e altre agenzie dell’Onu. Il Pam opera nella regione di Cabo Delgado, nell’estremo nord del Mozambico dal 2017 vicino a Mocimboa da Praia e Palma. Ma la regione è diventata negli ultimi mesi «una priorità assoluta» in termini di insicurezza alimentare. «In alcuni distretti del nordest gli aiuti non sono sempre possibili» e il Pam sta lavorando per migliorare la propria capacità logistica in particolare «per raggiungere l’irraggiungibile» e fornire aiuti alimentari, riparo e protezione ai rifugiati della regione. Il Pam e altri attori internazionali sul campo sono preoccupati per una regionalizzazione del conflitto e la sua estensione verso la Tanzania.

In tutta l’Africa meridionale, l’insicurezza alimentare potrebbe riguardare 44,8 milioni di persone (rispetto ai 41,2 dello scorso anno) tra i prossimi mesi e il 2021, ha avvertito Lola Castro, sotto l’effetto congiunto della siccità e delle difficoltà economiche legate alla pandemia di coronavirus. «Assisteremo a un’insicurezza alimentare che non sperimentiamo da diversi anni», ha spiegato Lola Castro. Lo Zimbabwe è il Paese più colpito, con un raddoppio delle persone in condizioni di insicurezza alimentare, davanti a Zambia e Malawi. Nei prossimi mesi le città saranno quelle più colpite. Molti Paesi stanno già chiedendo aiuto al Pam e ad altre agenzie delle Nazioni Unite.

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