Morto Super Koné, il ritrattista dei capi di Stato

di Enrico Casale
Mamadou Super Koné
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Il ritrattista dei capi di Stato africani, Mamadou Koné, chiamato Super Koné, è morto lunedì 6 maggio, all’età di 71 anni, a Montfermeil, vicino a Parigi. Maliano, da anni a Parigi, ha scattato foto a 800 tra politici, re, principi e capi di governo. Di alcuni di loro era anche amico.

Voleva diventare chitarrista, ma l’incontro con la macchina fotografica è stato per lui illuminante. Super Koné aveva poco più di 20 anni quando ottenne il permesso di realizzare le immagini delle cerimonie ufficiali nel palazzo presidenziale di Bamako. I suoi scatti lo rendono famoso e fanno capire subito il suo enorme talento. In particolare i ritratti dello scrittore Hampâté Bâ e di Bazoumana Sissoko, il padre dell’ inno nazionale del Mali, che lo rendono famoso in tutta l’Africa occidentale. Ma Super Koné deve il suo primo successo alla bellezza femminile, con l’uscita nel 1975 del suo libro Coiffures traditionnelles et modernes du Mali.

Nel 1977 il suo destino cambia grazie all’incontro con Jean Rouch. L’etnologo e cineasta francese lo convince a stabilirsi a Parigi e lo presenta a Jacques Foccart. Il potente Monsieur Afrique del generale Charles de Gaulle gli apre le porte dell’Eliseo. Super Koné è presente ogni volta che un capo di Stato africano viene ricevuto nel palazzo presidenziale francese.

Sotto Giscard, Mitterrand, Chirac, Sarkozy o Hollande, immortala i padri delle indipendenze africane, dal senegalese Léopold Sédar Senghor al nigeriano Hamani Diori. Nei suoi scatti finisce poi la seconda generazione incarnata dallo zairese Mobutu o dal senegalese Diouf, con il quale manterrà legami personali. così come l’ivoriano Houphouët-Boigny. In oltre 40 anni di carriera, Super Koné ha venduto i suoi ritratti dei leader africani alle più grandi agenzie del mondo.

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