Migranti, la tensione sale ad Agadez

di Enrico Casale

Ad Agadez (Niger) sembra che si stia aprendo una nuova crisi. I camion che trasportano persone da tutta l’Africa arrivano ancora a questo crocevia in cui da secoli si incontrano uomini e donne di tutta l’Africa e si commercia qualsiasi tipo di merce e uomini. Negli ultimi mesi, però, per la maggior parte dei migranti il viaggio finisce qui, indipendentemente dalla destinazione. La maggior parte di loro sperava che questa fosse l’ultima tappa prima di proseguire per la Libia e poi per l’Europa.

Ma l’Unione Europea, per arginare la crisi migratoria, ha promesso fondi di emergenza ai Paesi africani a condizione che tengano a bada la crisi dei migranti. Il Niger è uno di questi. Per il periodo 2017-2020, riceverà un miliardo di euro. Persino il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ha affermato che il Niger è un modello da copiare per altri paesi del Sahel. Agadez però è diventato un collo di bottiglia. Migliaia di migranti non possono andare oltre e non riescono a tornare indietro. E la tensione sale.

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