Mauritania al voto domani per elezioni di peso

di claudia

Poco meno di due milioni di elettori mauritani sono chiamati, domani, a scegliere i propri deputati, sindaci e consiglieri regionali. Queste elezioni sono considerate una prova di popolarità per il presidente Mohamed Ould El-Ghazouani a un anno dalle elezioni presidenziali.

Come riassume Le Point Afrique, venticinque partiti si contendono il voto degli elettori in questo primo scrutinio da quando Ghazouani ha assunto la guida di questo vasto e arido paese dell’Africa occidentale nel 2019, riconosciuto come uno dei rari poli di stabilità nel Sahel, una regione travagliata dagli attacchi jihadisti, traffici e altri conflitti intercomunitari.

I mauritani devono eleggere 176 deputati, 15 consigli regionali e 238 consigli comunali. Un secondo turno è previsto per il 27 maggio per la metà dei 176 seggi dell’Assemblea. I risultati ufficiali delle elezioni potrebbero essere resi noti entro 48 ore dal voto.

Il partito di maggioranza presidenziale, El Insaf, è nettamente favorito poiché è l’unico a presentare candidati in tutte le circoscrizioni, in particolare nelle zone rurali.

“Il presidente Ghazouani, 66 anni, generale considerato uno dei grandi artefici del successo della Mauritania di fronte al jihadismo dal 2011 nel suo precedente ruolo di capo dell’esercito, si è guardato bene dall’esprimersi sulla possibilità di candidarsi per un secondo mandato. Ma la sua candidatura è considerata ovvia in Mauritania”, scrive Le Point Afrique.

I principali sfidanti dell’Insaf sono il movimento islamista Tawassoul, primo partito di opposizione nell’Assemblea uscente, e il Sawab, di obbedienza nazionalista araba, che beneficia di un’alleanza con l’attivista anti-schiavitù Biram Dah Abeid, secondo alle ultime presidenziali, la cui formazione non è autorizzata. Biram Dah Abeid è un oppositore storico che si batte per i discendenti degli schiavi, comunità a cui appartiene, in un Paese dalla popolazione eterogenea divisa tra mori arabo-berberi, discendenti di schiavi e gruppi di origine sub-sahariana.

Gli altri partiti sono assenti da gran parte dei collegi elettorali e non possono rappresentare una minaccia per il partito al governo, che aveva una buona maggioranza nella precedente Assemblea.

I presidenti mauritani hanno sempre contato su una forte maggioranza nell’Assemblea fin dall’introduzione di un sistema multipartitico nel 1991. 

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