Mali: sanzioni, dichiarazione congiunta non passa all’Onu

di claudia
consiglio di sicurezza onu

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite non ha adottato una dichiarazione congiunta sulla situazione in Mali, a causa del parere contrario di Russia e Cina.

Nella dichiarazione conclusiva, redatta dalla Francia, si precisa che l’organismo Onu ha respinto la proposta avanzata da Parigi di seguire la posizione della Comunità dei Paesi membri dell’Africa occidentale (Ecowas) che domenica ha imposto nuove sanzioni contro Bamako in reazione alla decisione della giunta militare di rimanere al potere fino a cinque anni prima di organizzare le elezioni come promesso.

La Russia e la Cina hanno infatti espresso la loro disapprovazione delle sanzioni imposte opponendosi al progetto di dichiarazione presentato al Consiglio di sicurezza dell’Onu dalla Francia. Come riferisce la stampa locale e internazionale, i due Paesi hanno chiesto “comprensione” con il governo di Bamako sulla condotta del processo di ritorno all’ordine costituzionale. La Russia e la Cina sono tra i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza insieme a Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti.

L’Ecowas ha imposto dure sanzioni economiche al Mali in seguito alla decisione delle autorità di transizione di prolungare per un periodo variabile compreso dai sei mesi ai cinque anni lo svolgimento di nuove elezioni.

Le sanzioni prevedono la sospensione di tutte le transazioni commerciali, ad eccezione di quelle di prodotti di prima necessità, farmaci, prodotti petroliferi ed elettricità, e il congelamento dei beni del Mali presso la Banca centrale degli Stati dell’Africa occidentale (Bceao) in tutte le banche commerciali della regione. I rappresentanti dei Paesi membri dell’Ecowas hanno inoltre deciso la chiusura delle frontiere terrestri e aeree con il Mali.

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