Internet decolla a bordo di un palloncino

di Enrico Casale
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Internet viaggerà grazie a palloni aerostatici. Sì, avete letto bene: palloni aerostatici. Google Alphabet (una consociata di Google) e Telekom Kenya, in collaborazione con Loon, hanno lanciato una sperimentazione nelle Rift Valley nel Kenya. Il progetto mira a fornire Internet di quarta generazione (4G) accessibile alle comunità rurali attualmente scoperte dal segnale di rete.

La tecnologia è stata utilizzata in precedenza, ma non commercialmente. Gli operatori di telecomunicazioni statunitensi hanno utilizzato palloncini per collegare oltre 250.000 persone a Puerto Rico dopo un uragano del 2017.

Ma come funziona il sistema? Una scatola con l’apparecchiatura necessaria per accedere a Internet è posizionata su un piccolo palloncino aerostatico che poi viene lanciato nell’atmosfera. I palloni grandi e traslucidi sono dotati di un pannello solare e di una batteria e galleggiano nell’atmosfera superiore sopra le rotte aeree. Sono poi in grado di inviare e ricevere una quantità di dati, pari a circa 30 milioni di messaggi o due milioni di mail. La connessione riesce a coprire un’area di circa 40mila chilometri quadrati, più o meno grande quanto la Svizzera.

«Il Kenya è il primo Paese ad avere stazioni di trasmissione così in alto, nel cielo – ha dichiarato ha dichiarato Joe Mucheru, il ministro dell’Informazione di Nairobi durante la cerimonia di inaugurazione -. Ora saremo in grado di coprire l’intero Paese in un arco di tempo molto breve».

Loon, che ha un accordo per implementare il servizio con Vodacom in Mozambico, ha visto un crescente interesse da parte di operatori e governi dopo che la crisi del coronavirus ha costretto le persone ricorrere a Internet per lavorare e studiare.

In Africa, l’accesso a Internet è ancora un grande problema. Le grandi distanze da coprire e i costi delle strutture rendono difficile la connessione. Alla fine del 2019, 527 milioni di africani (su una popolazione di 1.340.000.000) aveva accesso al Web. Gli internauti africani sono solo l’11,5% del totale mondiale.

Per migliorare la connessione, oltre alla sperimentazione dei palloni, nelle scorse settimane è stato lanciato 2Africa, un progetto che prevede la posa di un cavo sottomarino lungo 37mila chilometri, che partirà dalla Gran Bretagna e, toccando il Portogallo, farà poi il periplo dell’Africa, connettendo 23 Paesi, di cui 16 africani e due mediorientali. Una delle più grandi infrastrutture sottomarine al mondo. A volere l’opera, un consorzio di otto colossi: in primis Facebook, China Mobile International e la francese Orange, cui si affiancano la sudafricana Mtn GlobalConnect, Stc (Saudi Telecom Company), Telecom Egypt, la britannica Vodafone e Wiocc (West Indian Ocean Cable Company). Alla realizzazione tecnica del gigantesco progetto penserà Alcatel Submarine Networks, società di proprietà di Nokia. Tempi previsti per la conclusione dei lavori: 2023 o 2024.

Anche questa infrastruttura dovrebbe contribuire a colmare il digital divide e offrendo la banda larga e le reti 4G e 5G al continente africano.

(Enrico Casale)

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