Il mondo visto con lo sguardo degli ultimi

di claudia

A vent’anni esatti dai tragici fatti del G8 di Genova, la società civile torna a mobilitarsi per chiedere un mondo più giusto. In risposta al G20, il forum internazionale dei Paesi più ricchi del mondo, nasce The Last 20, il primo summit “dal basso” dei Paesi considerati gli “ultimi 20” del Pianeta per reddito, qualità della vita, condizioni socio-sanitarie. Si parte il 22 luglio a Reggio Calabria, con l’intitolazione del ponte sul nuovo water front all’ambasciatore Attanasio e alla sua scorta. A seguire quattro giorni di incontri e riflessioni su migrazioni e accoglienza, ricchi di autorevoli presenze, studiosi, giornalisti, rappresentanti dei Paesi e delle loro comunità.

Gli stati che fanno parte del G20, i cosiddetti “Grandi della terra” rappresentano quasi il 90 per cento del Pil mondiale e contano il 65 per cento della popolazione. Circa il 35% che vive in condizioni di povertà ed emarginazione non viene preso in considerazione. Mentre in Italia andavano avanti gli incontri dei G 20, dal mese di febbraio in risposta a questa cesura si è costituito un comitato denominato “Last Twenty”, che ha tentato di riunire e far incontrare gli “L20”, i venti Paesi più “impoveriti” del nostro pianeta, che più soffrono dell’iniqua distribuzione delle risorse, dell’impatto del mutamento climatico, delle guerre intestine, spesso alimentate dai G20.

A vent’anni esatti dai tragici fatti del G8 di Genova, la società civile torna a mobilitarsi per chiedere un mondo più giusto. The Last 20 parte a Reggio Calabria dal 22 al 25 Luglio, con l’intitolazione di un ponte, che unisce la città al suo porto, all’Ambasciatore Luca Attanasio e alla sua scorta, morti in un agguato in Repubblica Democratica del Congo il 22 febbraio 2021. Un ponte che ha un valore simbolico perché unisce l’ultimo lembo della penisola italiana con il mare che porta nel Continente africano. Alla cerimonia sarà presente la viceministra degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Marina Sereni, l’ambasciatore della Repubblica Democratica del Congo in Italia, i familiari dell’ambasciatore e del carabiniere Iacovacci e le autorità locali.

Dal pomeriggio del 22 Luglio per tre giorni si terranno, presso il Parco Ecolandia, un grande balcone sullo Stretto sito nella parte Nord della città, incontri e dibattiti con i rappresentanti di ONG, sindaci, docenti universitari, rappresentanti della comunità degli L20 presenti in Italia e nella Ue, sui temi relativi alla immigrazione, accoglienza, cooperazione decentrata, ruolo dell’Europa rispetto agli L20. All’interno del focus “Migrazioni, confitti, religioni nei Last Twenty” del 22 Luglio, dalle ore 17 interverranno, tra gli altri: Maurizio Ambrosini (Università Cattolica di Milano), Marco Trovato (direttore editoriale della nostra rivista) e Yvan Sagnet (presidente NO CAP). Il 23 Luglio, all’interno del focus “Il contributo degli immigrati alla crescita economica, sociale e culturale: il valore aggiunto delle seconde generazioni” ci sarà l’intervento del sindacalista Abdou Babakar e per la sessione delle ore 16:00 “Accoglienza immigrati: enti locali, associazioni, aree interne” parlerà l’avvocatessa Francesca Ballarin. Il 24 Luglio, alle ore 16:00, all’interno del dibattito “Cooperazione internazionale cercasi” interverrà Emanuela Del Re (incaricata dalla Ue per i rapporti con i Paesi del Sahel)

Yvan Sagnet, attivista e scrittore camerunese, fondatore e presidente dell’Associazione NoCap

“The Last 20” proseguirà dal 9 all’11 settembre a Roma, sulla questione della lotta alla fame e alla povertà, dal 18 al 20 settembre a l’Aquila e Sulmona sui temi del dialogo interreligioso e della pace, a Milano dal 22 al 26 settembre sulla questione della sanità, dell’impatto del mutamento climatico, della resilienza. L’ultima data sarà il 3-4 ottobre a Santa Maria di Leuca, nel Campo Internazionale per la pace.

The Last 20 vuole sensibilizzare l’opinione pubblica e fare luce sulle situazioni estreme di cui il G20 dovrebbe prima di tutto occuparsi: la fame, l’impoverimento crescente della popolazione in ogni parte del pianeta, i danni provocati dal mutamento climatico, la riduzione delle risorse naturali essenziali, il proliferare di guerre locali e corsa agli armamenti delle grandi potenze.  E’ necessario un riequilibrio sia territoriale che sociale, che superi le attuali diseguaglianze. L’incontro è pensato non solo per attirare l’attenzione sui cambiamenti urgenti che la fetta di mondo esclusa ha il bisogno e il diritto di ottenere, ma soprattutto si tratta di un’affermazione di esistenza. Non esiste solo il mondo dei potenti della terra e c’è tutta una parte di popolazione esclusa che ha il diritto a una vita dignitosa. The Last 20 è un invito a guardare il mondo con gli occhi degli “Ultimi”, uno sguardo che permette di andare alla radice dei problemi che deve affrontare la società in questa fase, di misurare la temperatura sociale e ambientale del nostro pianeta partendo dai punti più sensibili. I venti Paesi individuati sono: Afghanistan, Burkina Faso, Burundi, Repubblica Centrafricana, Ciad, Repubblica Democratica del Congo, Eritrea, Etiopia, Gambia, Guinea Bissau, Libano, Liberia, Malawi, Mali, Mozambico, Niger, Sierra Leone, Somalia, Sud Sudan e Yemen.

Per consultare il programma completo, clicca qui.

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