Haftar continua l’avanzata su Tripoli, Sarraj lo minaccia

di Marco Simoncelli

L’obiettivo dell’esercito nazionale libico (Lna) è “proteggere la capitale Tripoli ed evitare l’espansione degli scontri”. Lo ha detto ieri in conferenza stampa il portavoce dell’Lna, Ahmed al Mismari, che ha presentato la mappa delle operazioni militari che le forze fedeli al generale Khalifa Haftar hanno intrapreso da circa due giorni per conquistare la città sottraendola al governo di accordo nazionale che gestisce la città ed è supportato dalle Nazioni Unite e riconosciuto dalla comunità internazionale.

L’Lna starebbe monitorando le azioni lungo l’asse tra Misurata e Tripoli contro le forze di Haftar, ha aggiunto il portavoce. Al Mismari ha spiegato che al momento non sono stati usati i velivoli aerei per proteggere la popolazione. Ieri comunque l’Lna ha imposto il divieto di sorvolo nell’ovest della Libia. Al momento, ha proseguito Al Mismari, gli scontri con le forze del governo di Tripoli sono concentrati sulla via Salah al Din, a sud di Tripoli.

Malgrado gli inviti del Consiglio di sicurezza dell’Onu e dei paesi del G7 a ristabilire la tregua nell’ovest della Libia, ieri sono andati avanti gli scontri e si teme sempre di più lo scoppio di un nuovo conflitto in Libia, con le forze di Haftar giunte a circa 11 chilometri dal centro di Tripoli dove i cittadini stanno cominciando a fare scorte di benzina e prodotti di prima necessità nei supermercati. Secondo un bilancio delle vittime diffuso dall’ong Medici senza Frontiere nei combattimenti in corso nella zona di Tripoli si sono registrati oggi 37 fra morti e feriti. Secondo quanto Agenzia Nova ha appreso da fonti informate, ieri c’è stato anche il trasferimento del personale dell’a multinazionale italiana degli idrocarburi Eni presente nel paese per ragioni di sicurezza.

Secondo molti analisti l’avanzata di Haftar, che nel frattempo si è rafforzato politicamente, potrebbe essere una mossa politica in vista della Conferenza nazionale sulla Libia in programma dal 14 al 16 aprile a Ghadames, nel sudovest del Paese, sotto l’egida dell’Onu. Sempre ieri infatti, l’inviato Onu per la Libia, Ghassan Salamé, ha annunciato la Conferenza si terrà ugualmente nonostante la situazione sia tesa. “A meno che circostanze considerevoli non ce lo impediscano”, ha precisato. La conferenza di Ghadames è mirata a stilare una roadmap per far uscire il Paese dal caos e dalla crisi politica ed economica in cui è piombato dopo la caduta del regime di Muammar Gheddafi del 2011. “Lascio la Libia con profonda inquietudine e con il cuore pesante, sperando che sia possibile evitare uno scontro sanguinoso a Tripoli e intorno”, ha detto il segretario generale Onu Antonio Guterres venerdì concludendo la sua visita in Libia, dopo avere incontrato Sarraj a Tripoli e Haftar a Bengasi.

In tarda serata è poi arrivata anche la reazione del premier del governo di accordo nazionale, Fayez al Sarraj, il quale ha accusato il suo rivale Haftar di tradimento lanciando l’offensiva, e ha promesso di rispondere con “forza e fermezza”. “Abbiamo teso le nostre mani verso la pace, ma dopo l’aggressione da parte delle forze di Haftar e la sua dichiarazione di guerra contro le nostre città e la nostra capitale (…), lui (Haftar, ndr) troverà forza e fermezza”, ha detto in un discorso alla televisione, accusando il suo rivale di “tradimento” e mettendo in guardia contro “una guerra senza un vincitore”.

Il premier, infatti, che gode dell’appoggio di diverse milizie fra cui quelle di Misurata, in giornata aveva anche istituito una sala operativa congiunta, guidata dal generale Osama Juwali, per respingere i gruppi armati nell’ovest della Libia. La sala operativa congiunta comprende il comando della ragione militare centrale, del distretto di Tripoli, delle forze antiterrorismo e della guardia presidenziale.

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